Puglia, Fitto vola nei sondaggi Ma il Carroccio non lo vuole

Il candidato Fdi stacca Emiliano di 14 punti. Distanza minore con un altro nome. Calabria, Santelli arruola Ultimo

Puglia, Fitto vola nei sondaggi Ma il Carroccio non lo vuole

C ontinua il braccio di ferro sui nomi dei candidati del centrodestra per il prossimo turno elettorale in Campania e Calabria. Salvini chiede una riformulazione delle candidature, mentre Fratelli d'Italia e Forza Italia ricordano al «socio di maggioranza» che pacta sunt servenda. Le candidature di Raffaele Fitto in Puglia (proposto dalla Meloni) e di Stefano Caldoro (su cui punta Berlusconi) non si toccano. Alcune società demoscopiche hanno portato elementi di tutto rilievo nella discussione sulle candidature pugliesi. Dopo che Matteo Salvini ha proposto a mezza bocca l'ipotesi di Nuccio Altieri come alternativa a Fitto, la Noto sondaggi è andata sul campo a verificare la forza dei due nomi. Intanto è positivo soltanto al 37% (contro il 40% negativo) il giudizio sulla gestione di Michele Emiliano. La candidatura di Fitto porterebbe il 46% dei consensi (contro il 32% per Emiliano), mentre la candidatura di Altieri fermerebbe al 41% il suo consenso (con la conseguente risalita al 37 per quello del candidato del centrosinistra). La cosa più curiosa, però, è il caso di concorrenza interna. La doppia candidatura porterebbe Fitto (spinto da Forza Italia e Fratelli d'Italia) al 32% come Emiliano. Mentre Altieri (Lega) si fermerebbe al 16%.

Anche Emg Acqua sonda gli elettori pugliesi. In questo caso Fitto domina con dieci punti di distacco rispetto a Emiliano (e il centrosinistra) si ferma al 34% contro il 44% del candidato unico del centrodestra. L'ipotesi della presenza di Altieri accanto a Fitto, però, danneggerebbe la coalizione, riconsegnando a Fitto la regione (33,5% Emiliano, 29% Fitto e 15% Altieri).

Intanto in Calabria, procedono a passo spedito i lavori per la composizione della nuova giunta. Entro una settimana, dicono i bene informati, dovrebbe arrivare la presentazione della squadra (probabilmente in concomitanza con l'elezione del presidente dell'assemblea regionale). Ieri la neogovernatrice è scesa a Roma per due motivi. Il primo, come ha spiegato la stessa Jole Santelli nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio, è di visitare la sede romana della Regione Calabria. «Non si può governare soltanto da Catanzaro - ha spiegato -. Più che strategica è anche la nostra presenza nella Capitale. Proprio per fare al meglio gli interessi della nostra terra». Il secondo motivo è la presentazione del primo assessore della futura giunta. Un nome scelto, ovviamente, fuori dalle logiche di partito. Si tratta del colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio, meglio noto come «Capitano Ultimo». Sarà proprio l'ufficiale del Noe (il nucleo operativo ecologico dell'Arma), che nel '93 guidò la squadra dei Ros che riuscì a catturare Totò Riina, a guidare l'assessorato all'Ambiente della Regione Calabria. «Il mio obiettivo - conferma il neoassessore, presente anch'egli all'incontro con i giornalisti, con tanto di maschera d'ordinanza - è di tutelare l'autodeterminazione delle comunità calabresi senza l'interferenza e le manipoliazioni dellel mafie di ogni tipo». E di problemi da affrontare il Capitano Ultimo non è ha di sicuro pochi. Dall'emergenza rifiuti, denunciata ormai dalla gran parte dei sindaci calabresi, al problema dei depuratori delle località balneari per concludere con la bonifica dell'area di Crotone che l'Eni dovrebbe finanziare. Inoltre, c'è anche un patrimonio da tutelare. Si tratta del grande polmone verde della regione. L'8% di tutto l'area boschiva italiana si trova in Calabria.