Puniti gli assalti No Tav: condannati 47 violenti

Pugno di ferro dei giudici per gli scontri del 2011: pene per 145 anni di carcere, soltanto sei assolti

Torino Ci sono volute 55 udienze, ma è bastata un'ora e due minuti al giudice Quinto Bosio per leggere le quindici pagine del dispositivo con il quale ieri ha condannato a 145 anni complessivi di carcere gli attivisti No Tav protagonisti degli scontri avvenuti a Chiomonte nell'estate del 2011, quando venne aperto il cantiere della Maddalena. Un processo complicato, spesso carico di tensioni e scandito anche dalle intemperanze degli imputati e dei loro sostenitori, tanto da costringere il tribunale a trasferire il dibattimento dalPalagiustizia all'aula bunker del carcere delle Vallette. Ed è lì che ieri è stata pronunciata la sentenza che chiude una delle pagine più violente del movimento No Tav: 47 condanne e sei assoluzioni. Si va da una condanna massima di 4 anni e mezzo di reclusione a una pena minima di due mesi, se si esclude che due imputati se la sono cavata con una multa di 250 euro. A fare male, però, non sono solo gli anni di carcere. A fare male sono anche i soldi che il giudice ha riconosciuto a parti civili e parti offese come provvisionali. Circa 150mila euro che gli imputati, a vario titolo, dovranno pagare in solido. Non solo. Di questi 150mila la maggior parte dovrà essere versata ai ministeri dell'Interno, dell'Economia e della Difesa: un altro schiaffo per il popolo No Tav. I pm Nicoletta Quaglino e Manuela Pedrotta, accompagnate ieri in aula bunker dal procuratore aggiunto Andrea Beconi, avevano chiesto condanne per oltre 190 anni di galera. Condanne inattese, quantomeno dagli imputati e dai loro legali. E al termine della lettura del dispositivo, gli animi si sono surriscaldati. Alcuni imputati si sono alzati per leggere un proclama, ma quando hanno visto che giudici e magistrati si allontanavano dall'aula incuranti delle loro dichiarazioni, hanno cominciato a urlare «Vergogna!». Cori che si sono levati anche tra il pubblico. «Questa sentenza sa più di vendetta che di giustizia - ha detto Alberto Perino, leader storico del movimento No Tav - Si tratta del fallimento della politica e dell'estremo tentativo di fare fuori il movimento No Tav, ma non ci riusciranno». Visi torvi tra le fila dei legali No Tav. «Questa sentenza infligge condanne spropositate e riconosce provvisionali assurde in totale assenza di prove», è stato il commento dell'avvocato Gianluca Vitale. «Una sentenza che fa giustizia anche di tante coperture politiche e intellettuali di quella violenza, che hanno cercato e cercano di nobilitarla con assurdi richiami alla Resistenza - ha commentato il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi - assaltare un cantiere, attaccare le forze dell'ordine, ferire oltre 180 persone tra poliziotti, carabinieri e militari della Guardia di finanza non è una normale manifestazione di dissenso, è un crimine». La reazione No Tav non si è fatta attendere. Un centinaio di manifestanti ha bloccato la strada di fronte all'aula bunker, poi in serata la protesta si è spostata a Bussoleno, dove l'autostrada A32 Torino-Bardonecchia è stata chiusa in entrambe le carreggiate. Bloccata anche la statale 24 della Val Susa da 200 attivisti.

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