Putin in crisi: è boom di contagi. Sono 11mila in un solo giorno

Sorpassate Germania e Francia. E Mosca è al collasso

Putin in crisi: è boom di contagi. Sono 11mila in un solo giorno

A lungo sottovalutato, quando non apertamente dileggiato come fake news o utilizzato per propaganda antioccidentale (un articolo sempre più in voga nella Russia di Putin), il Covid-19 si sta prendendo una sgradevole rivincita, dilagando a ritmi da record soprattutto a Mosca. Ancora un mese fa, l'emittente Sputnik, che è diretta a un pubblico europeo occidentale, insinuava che il coronavirus fosse stato creato in Lettonia o che servisse a falcidiare i pensionati italiani, mentre la Russia vantava una presunta immunità di massa. Ma ora il totale dei casi ufficiali ha superato quota 177mila, portando il Paese al quinto posto mondiale e sorpassando in virtù degli oltre undicimila casi registrati in una sola giornata Paesi come la Francia e la Germania. Stando alle cifre confermate dalle autorità, più della metà dei contagiati (93mila per l'esattezza) si registrano a Mosca, che ha oltre 12 milioni di abitanti, mettendo in grave crisi sia il sistema sanitario sia l'economia della capitale.

Le cifre ufficiali, però, peccano di ottimismo, e questo sia per il basso numero di test effettuati sia per la quota difficile da stimare, ma sicuramente elevata dei cosiddetti asintomatici. Già la scorsa settimana il sindaco moscovita Sergei Sobyanin aveva ammesso sul suo blog che il numero reale di contagiati solo nella capitale si doveva calcolare in oltre duecentomila, e ieri ha elevato la cifra a circa trecentomila. Nonostante questo, è stato deciso che in città da martedì prossimo gli impianti industriali e i cantieri verranno riaperti, con i datori di lavoro che saranno tenuti a garantire test regolari su almeno il 10% dei dipendenti. Contestualmente i residenti della capitale dovranno indossare mascherine e guanti negli spazi e sui mezzi pubblici. Sobyanin ha firmato un decreto che estende fino al 31 maggio il regime di autoisolamento: questo implica la prolungata chiusura di bar, caffè e ristoranti, oltre che dei negozi.

Nel suo comunicato, il sindaco di Mosca assicura che la situazione sanitaria si è stabilizzata grazie alle misure prese, ma è tutt'altro che probabile visti i ritmi rapidissimi del contagio che il picco di diffusione sia stato raggiunto. La situazione in Russia appare in realtà sempre più preoccupante. Lo testimonia una serie di suicidi tra i medici chiamati a fronteggiare l'emergenza in situazioni non sempre ottimali, ma anche il crescente malcontento popolare, con un calo della popolarità del presidente Putin dell'ordine del 20 per cento. Del resto, con il coronavirus dilagante che ha costretto al rinvio della grande parata celebrativa dei 75 anni della vittoria nella seconda guerra mondiale, la grandeur nazionale, tema forte della propaganda putiniana, passa in secondo piano. In questi giorni i russi si aspettano semmai una valida gestione dell'epidemia, ma in questo l'onnipotente presidente in carica ormai da vent'anni sembra deluderli.

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