Il Qatar interrompe le forniture di gas all'Italia: l'11% del consumo nazionale. Dopo le sporadiche interruzioni ai flussi, la compagnia petrolifera statale dell'emirato ha dichiarato lo stato di forza maggiore anche sui contratti di lungo termine per la fornitura di gas naturale liquefatto sottoscritti con Italia, Belgio, Corea del Sud e Cina. In soldoni, non fornirà più il gas nonostante gli accordi presi.
A inizio marzo il gruppo, dopo essere stato costretto a fermare la produzione nell'hub di Ras Laffan, aveva già notificato a Edison, il maggior importatore italiano dall'area, che non avrebbe potuto adempiere agli obblighi contrattuali. Ma ora lo stop è di più ampia portata temporale. Una brutta notizia per i consumatori: il gasolio ieri ha sfondato il muro dei 2 euro al litro, bruciando buona parte degli effetti del taglio delle accise.
Questo perché l'Italia è oggi il principale importatore europeo di gnl qatariota, 7 miliardi di metri cubi su un totale di 62 consumati, davanti a Spagna, Belgio, Polonia e Regno Unito. L'anno scorso ha comprato dal Paese il 42% del suo fabbisogno. Per l'Italia scatta dunque un alert importante: negoziare un aumento delle forniture da parte degli altri fornitori.
Anche per questo Giorgia Meloni oggi sarà in Algeria, Paese che da solo copre circa un terzo del fabbisogno nazionale di gas attraverso il gasdotto Transmed. Obiettivo: capire quali sono i margini di trattativa soprattutto sul fronte dei prezzi. L'Algeria potrebbe essere solo il primo partner a confronto: dei 14 miliardi di metri cubi importati nel 2025, 6,4 sono giunti dal Paese che si affaccia sul Golfo Persico, 4,4 miliardi dalla Libia, 1 miliardo dall'Azerbaigian e 1,4 miliardi dagli Usa. Proprio gli States sono diventati il primo fornitore di gnl dell'Italia, con circa il 45% delle importazioni del 2025.
Intanto ieri, dopo anni di accesi negoziati iniziati nel 2018, l'Unione europea e l'Australia hanno concluso un ampio ventaglio di accordi in campo commerciale, militare e tecnologico. Una boccata d'ossigeno nell'attuale contesto geopolitico. L'annuncio è giunto durante un viaggio della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a Canberra. L'intesa rappresenta un nuovo tassello nella diversificazione commerciale europea in un momento di crescente protezionismo da parte americana e cinese. "L'Unione europea e l'Australia possono essere geograficamente distanti, ma non potremmo essere più vicini nella nostra visione del mondo" ha detto von der Leyen plaudendo a questo accordo espressione di "un commercio basato su regole certe".
L'accordo commerciale con l'Australia può rappresentare una spinta importante per l'export agroalimentare tricolore, con l'azzeramento dei dazi sui principali prodotti, dal vino ai formaggi, dagli ortaggi trasformati ai dolci, "ma occorre rafforzare la tutela delle nostre eccellenze e garantire la tutela degli allevamenti nazionali attraverso meccanismi di salvaguardia efficaci
e rapidi", ha commentato Coldiretti. La bilancia commerciale agroalimentare Italia-Australia è oggi assolutamente favorevole al nostro Paese, con esportazioni per 896 milioni di euro e importazioni per appena 81 milioni.