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Quante amnesie sui disastri di quei due Pm

Nino Di Matteo è corresponsabile del credito concesso per 15 anni a un falso pentito che, dapprima, fece condannare vari innocenti nei processi per la strage di via D'Amelio che uccise Paolo Borsellino

Quante amnesie sui disastri di quei due Pm
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La memoria a breve termine ci farà ricordare che magistrati come Nicola Gratteri e Antonino Di Matteo (detto Nino) di recente hanno detto delle sciocchezze su chi voterà "Si" al referendum, il primo parlando di "indagati, imputati, massoni deviati e centri di potere" e il secondo associandoli a "grandi architetti del sistema corruttivo e mafiosi", infine legando il voto favorevole alla Riforma alla solita delegittimazione della magistratura. E molti ricorderanno di aver pensato: ma che belle personcine, che sinceri democratici questi due, chissà che danni potrebbero fare nel loro lavoro. Dimenticando che li hanno già fatti. Perché la memoria, quella a breve termine, tende a offuscare quella a lungo termine, che è roba da impallinati o da addetti ai lavori come noi. Nei distretti in cui Nicola Gratteri aveva un ruolo apicale, tra il 2017 e il 2023, su 1121 arrestati, 423 sono stati assolti; per la sola inchiesta Stige del 2018 (fu presentata come modello) la Cassazione sancì 100 assoluzioni definitive, con beni e aziende restituiti solo dopo anni. Ora: se per arrivare a poche condanne tu distruggi la vita di un numero superiore di innocenti, ecco che l'operazione diventa esemplare come manuale di ciò che non va fatto. E la domanda non cambia: perché di un disastro così non risponde nessuno?

Nino Di Matteo invece è corresponsabile del credito concesso per 15 anni a un falso pentito che, dapprima, fece condannare vari innocenti nei processi per la strage di via D'Amelio che uccise Paolo Borsellino: spesso non lo ricordano neanche i giornalisti.

Poi, dopo aver spinto per anni una tesi sbagliata senza portare prove solide (perché non c'erano) Di Matteo ha pure dovuto incassare le assoluzioni definitive dei Ros (l'eroe generale Mori su tutti) nel fanta-processo sulla Trattativa, vedendo polverizzato l'impianto accusatorio che lui, Di Matteo, aveva incarnato. Anche qui, tornando alla domanda nella sua versione volgare: perché li paghiamo, e di che cosa sono testimonial?

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