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Magistratura

Tavares ospite all'Onu sotto falso nome per gli affari di Lavitola

Le carte dal Camerun rivelano le manovre per il business in Africa. E ora gli arrestati potrebbero parlare con il pm

Indagato Gomes Tavares Clesio e le carte sul rapporto societario con Lavitola

Mentre Lavitola tenta una (grossolana) smentita per mano dei suoi avvocati (è seguito da Cola padre e figlio) circa gli elementi di inchiesta emersi su Il Giornale, spuntano dal Camerun i documenti che provano come lavorasse la coppia Tavares-Lavitola (tanto da arrivare alle Nazioni Unite) e quale sia stato il ruolo di Ranucci che, come lo stesso faccendiere ha ammesso, gli ha dato dei preziosi consigli proprio sul carbon credit, che sembra essere diventato il suo core business. Questo pur non avendo lui in Italia società a suo nome e non figurando nelle visure camerali delle attività che dovrebbero far capo a lui. Ma oltre i confini nazionali il duo Tavares-Lavitola sembra essere conosciuto, ed è il caso di dirlo dopo aver visionato il loro progetto in Camerun. Tavares è considerato l’intermediario tra Lavitola e i quattro esecutori materiali dell’attentato contro Sigfrido Ranucci (foto). Il faccendiere, invece, sarebbe secondo la procura di Roma l’unico mandante dell’azione dinamitarda. Ma cosa li unisce oltre a un legame profondo che porta Lavitola a definire Clesio addirittura come un figlio? Gli affari. E lo si evince dalla lettera che vi mostriamo in esclusiva, datata 2 aprile 2024, proveniente dal ministero dell’Ambiente, della Protezione della Natura e dello Sviluppo sostenibile del Camerun (il Minepded). Il documento, firmato dal ministro Hélé Pierre, indirizzato al signor Valter Lavitola, ha come oggetto la «proposta di un progetto sul carbon credit per Future Awaits Holding Ltd», di cui il faccendiere risulta essere il fondatore (come riportato da Mowmag). Una mail, quella del ministro, che fa seguito a una precedente lettera datata 26 gennaio 2024 in cui l’ex direttore dell’Avanti aveva manifestato il suo interesse per finalizzare un progetto in Camerun. I suoi legali ci tengono a sottolineare che i virgolettati attribuiti al loro assistito «possono essere state al massimo conversazioni carpite in modo capzioso», in riferimento a quanto scritto da Il Giornale sui giri d’affari di Lavitola e sul trio che comprenderebbe anche Clesio e Ranucci. Non c’è stato però nessun intento fuorviante o capzioso, si tratta solo di un lavoro frutto di dichiarazioni spontanee scaturite da conversazioni scritte e telefoniche con l’indagato. In più, però, aggiungiamo come il legame con Tavares in Camerun sia tangibile e che non sia solo alle fasi iniziali: era giugno del 2025 quando Tavares partecipò addirittura a una riunione Onu come direttore generale dell’azienda che fa capo a Lavitola. Si tratta della SB62, la 62ª sessione degli Organi sussidiari della Convenzione quadro delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici (Unfcc). È uno dei principali incontri tecnici dell’Onu sul clima, che si tiene ogni anno a Bonn (Germania), sede del segretariato Unfcc. Solo che si presentò lì con uno dei suoi pseudonimi, ovvero Ckuidjeu Tchoukoua. Quest’ultima identità si può rinvenire anche nella ricostruzione del pm Carlo Villani che istruì il fascicolo. Un soggetto, Tavares, colpito da un procedimento della Procura di Napoli due anni fa: un’ordinanza in cui veniva indicato come «intraneo al Clan Russo di Nola, con la specifica funzione di recuperare i crediti mediante l’intimidazione e l’utilizzo della violenza». E proprio sui legami di Clesio Tavares con esponenti della criminalità organizzata emergono dettagli dall’informativa dei carabinieri del gruppo investigativo. Nel decreto che ha disposto le intercettazioni sul telefonino di Tavares e compagna (Gelsomina Tuorto) vengono agganciate utenze di affiliati al clan Russo. Frequentazioni e contatti quotidiani che rivelano la doppia vita: dall’Onu alla camorra locale. «Clesio» era conosciuto soprattutto nell’ambiente dei giovani, tra feste e veglioni. Non c’era evento nel nolano che non avesse lui alla porta come bodyguard. Una specie di monopolio della sicurezza privata. E colpisce anche un altro dettaglio: Clesio risultava destinatario di provvedimento di espulsione dal territorio italiano, come emerge dagli atti del fascicolo sull’attentato contro Sigfrido Ranucci. Come è stato possibile che abbia potuto presenziare all’Onu? Sul fronte delle indagini, si attendono le motivazioni del Riesame che ha confermato le misure cautelari per i quattro esecutori materiali. Lunedì mattina gli avvocati hanno avuto un lungo colloquio in carcere con i loro assistiti. Non si esclude che nelle prossime ore, dopo il deposito del nuovo materiale investigativo da parte della Procura, «la banda» possa decidere di parlare con il pm. E questo potrebbe essere un tassello decisivo per la posizione di Lavitola (e non solo).

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