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Quegli anarchici pericolosi a piede libero

Avevano già colpito in Italia. Interrogazione di Montaruli (Fdi)

Quegli anarchici pericolosi a piede libero
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Le cellule anarchiche nel nostro Paese hanno sempre trovato terreno fertile per proliferare e fare proselitismo. L'ultima operazione condotta dalla procura di Roma ha decapitato una cellula e portato in carcere 7 persone, due delle quali collegate direttamente all'attentato incendiario sulla linea Av Roma-Firenze del 14 febbraio 2026, Nico Aurigemma e Micol Marino. Con un'operazione simile, denominata "Bialystok", nel 2020 sono stati arrestati 7 soggetti a Roma, e tra questi figurava anche Aurigemma, ritenuto dagli investigatori un sostenitore di Alfredo Cospito, oggi al 41-bis. Gli indagati di questo caso vennero accusati di diversi attentati, tra i quali quello alla caserma San Giovanni, alle auto Enjoy car-sharing, all'Eni.

Marino, invece, figura in un'indagine relativa al lancio di molotov contro la caserma dei carabinieri di Rovezzano. Stefano Marri, arrestato lunedì, è stato condannato a 14 mesi per gli scontri del Brennero del 2016 e Francesco Benedetti nel 2010 è stato condannato per le proteste a L'Aquila per Nadia Desdemona Lioce. Sono nomi dell'anarchia noti, legati al centro anarchico occupato Bencivenga di Roma, che è stato sgomberato nel corso dell'operazione che ha smantellato la cellula.

"Se i fatti fossero confermati, emergerebbe una varietà di personaggi, già al centro dell'attenzione degli inquirenti, provenienti da territori diversi e protagonisti di differenti azioni accomunate, però, da un'adesione ad episodi di violenza almeno decennale", dice la deputata di Fratelli d'Italia Augusta Montaruli (in foto) parlando con Il Giornale.

E aggiunge che "dalle intercettazioni riportate dalla stampa emerge, peraltro, un incessante lavoro di reclutamento, ad esempio tramite la formazione di workshop e la ricerca di ulteriori leve in ambiti di organizzazioni movimentiste, in particolare pro Pal. Ciò evidenzia l'importanza e l'urgenza di impedire l'utilizzo di quegli strumenti per organizzare cellule eversive, come i centri sociali o i canali di propaganda, nonché l'importanza dell'azione decisa e decisiva del Governo Meloni sulle occupazioni abusive e su nuove fattispecie di reato, necessarie per rendere più attuale e rigorosa l'azione dello Stato contro ogni forma di terrorismo".

Per questo, infatti, ha depositato un'interrogazione al titolare del Viminale Matteo Piantedosi per chiedere "quali ulteriori iniziative di competenza il ministero intenda adottare per potenziare la lotta ad attività eversive di tali organizzazioni, impedendo, in particolare, il reclutamento, anche attraverso i blog, di nuove leve, soprattutto giovani, nelle loro fila".

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