Il racconto dell'agente: "Ho difeso il capotreno dalle botte dei nigeriani"

I due sono finiti nel mirino di una banda di dieci migranti trovati senza biglietto

Il racconto dell'agente: "Ho difeso il capotreno dalle botte dei nigeriani"

Milano - «Il controllore mi ha avvertito di quanto stava accadendo: un passeggero extracomunitario, trovato senza biglietto, aveva dato in escandescenze, non voleva scendere dal treno, si era messo a infastidire altre persone sulla stessa carrozza, minacciava ritorsioni di ogni genere. Il ferroviere sapeva che viaggiavo su quel convoglio, sapeva che in caso di problemi ero pronto a intervenire, quando ero salito a Milano per raggiungere Lecco dove avrei preso servizio alle 19, mi ero qualificato come previsto per noi appartenenti alle forze dell'ordine a bordo dei treni regionali. Quando l'ho raggiunto nel convoglio c'era quel ragazzo di colore e altri ancora insieme a lui, impegnati a gridare in faccia al controllore, sotto gli occhi di passeggeri. Ho cercato di riportare la calma, ma nel giro di pochi attimi il controllore è stato immobilizzato da un paio di loro; gli altri allora si sono subito buttati su di me, mi hanno picchiato in maniera maldestra, forsennata, mentre cercavo di divincolarmi e di parare i colpi, hanno tentato anche di portarmi via il portafoglio. Poi hanno approfittato della sosta a Carnate e sono scesi dal treno. Ero tutto intero, non avevo perso i sensi, il capotreno pure: questo era l'importante».

Sul marciapiede di via Leonardo da Vinci 2, davanti alla sede della questura di Lecco, i quattro poliziotti fanno quasi a gara a riferire l'un l'altro, precisando le parole più o meno esatte, i dettagli, le sfumature dei fatti raccontati dalla viva voce del loro collega a chi è andato a trovarlo o l'ha sentito al telefono prima che ieri mattina lo dimettessero dall'ospedale «Manzoni» e prima che se ne tornasse a casa sua, a Verbania. Lui è il 42enne assistente di polizia in servizio alle «Volanti» aggredito da un gruppo di nigeriani domenica pomeriggio, mentre era libero dal servizio e si trovava a bordo di un treno regionale partito alle 14.30 dalla stazione milanese di Porta Garibaldi e diretto a Lecco dove l'uomo avrebbe preso servizio alle 19. Tutto è iniziato in Brianza, mentre il convoglio era nei pressi di Arcore e il capotreno ha chiesto a un immigrato nigeriano il biglietto. Lo straniero, sprovvisto del titolo di viaggio, ha iniziato a insultare il controllore e a infastidire anche gli altri passeggeri. A quel punto è intervenuto il poliziotto, in pochi attimi è stato circondato e aggredito da un gruppo di almeno altri cinque nigeriani e ha perso sangue. Gli aggressori sono poi fuggiti scendendo dal convoglio alla fermata di Carnate. Il poliziotto, nonostante le lesioni subite, non ha comunque perso conoscenza, ed è stato in grado di descrivere ai colleghi giunti sul posto i suoi aggressori, visti salire su un altro treno, diretto in Valtellina e poi stati arrestati, all'altezza di Calolziocorte (Lc), dopo aver fatto fermare il treno e aver bloccato le uscite. I nigeriani hanno 24 e 25 anni e sarebbero entrambi richiedenti asilo. Sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale, tentata rapina e lesioni in concorso. È caccia aperta agli altri 5 picchiatori.

«Meno male che il collega se l'è cavata con una prognosi inferiore a quanto non facessero pensare le sue condizioni iniziali considerando che è stato picchiato selvaggiamente da un gruppo di stranieri inferociti. - hanno commentato ieri i colleghi lecchesi -. Ci ha confessato: Voglio tornare al più presto in questura, a fare il mio lavoro».

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