Rai, sinistra all'assalto: "Vogliono far fuori Salini per occupare tutti i Tg"

La denuncia del consigliere Rossi: "La considerano loro proprietà". Il caso Agcom

Rai, sinistra all'assalto: "Vogliono far fuori Salini per occupare tutti i Tg"

C'è un solo dossier su cui Pd e renziani vanno d'accordo: la Rai. Nel senso che entrambi puntano a defenestrare al più presto l'amministratore delegato Fabrizio Salini (in quota M5s, cioè i loro alleati di governo) e mettere mano sui telegiornali Rai. Il Pd vuole a tutti i costi prendersi il Tg1, attualmente diretto dal filogrillino Giuseppe Carboni, mentre Italia Viva desidera Mario Orfeo al Tg3 e poi almeno una poltrona di comando nella corazzata TgR, i telegiornali regionali che avranno un peso notevole vista la tornata di elezioni regionali alle porte. Nel bel mezzo di questa battaglia, è arrivata una sanzione dell'Agcom che punisce la Rai per violazione del pluralismo. La multa (1,5 milioni di euro) lascia perplesso Giampaolo Rossi, consigliere di amministrazione Rai, indicato da Fratelli d'Italia. «Sono sorpreso per due ragioni, una di metodo e l'altra di merito. Di metodo perché la sanzione, che non ha precedenti nella storia della Rai, viene comminata da un organismo scaduto da sei mesi, in regime di prorogatio. Anche considerato che la decisione non è stata votata all'unanimità ma ha causato una forte spaccatura all'interno dell'Agcom. Poi sul merito. La cosa che più lascia perplessi è che non si contesterebbero comportamenti ricorrenti, intenzionali, ma singoli incidenti - ammesso che possano essere considerati tali - in cui sarebbero occorsi una gran quantità di professionisti di lungo corso e di certificata democraticità. Aspettiamo le motivazioni, ma da quanto è uscito, la posizione dell'authority è preoccupante perché entra nel merito dei contenuti editoriali. Faccio l'esempio di uno dei servizi contestati, quello del Tg2 sull'islamizzazione della Svezia. Il Tg2, in realtà, ha fatto ben tre servizi su questo tema, intervistando diversi rappresentanti politici ma anche un imam e un rabbino; invece l'Agcom si è limitata a isolare un singolo episodio senza considerare gli altri. È come se venisse detto che si possono raccontare soltanto alcune tesi e altre no; l'effetto paradossale di questa posizione dell'Agcom è di negare il pluralismo invece di difenderlo. Mi auguro che all'interno del Cda e del sindacato dei giornalisti si prenda posizione su questo che crea un pericoloso precedente di limitazione della libertà editoriale dell'azienda».

Con tempismo straordinario, sia il Pd che Italia viva pochi istanti dopo la notizia della sanzione Agcom l'hanno subito cavalcata per chiedere le dimissioni dell'ad Salini. «Escludendo che lo sapessero prima, invidio la velocità nel produrre comunicati stampa di Pd e Iv - commenta ironico Rossi -. Detto questo, mi sembra chiaro che l'Agcom si innesti in una polemica sulla Rai molto forte. Un pezzo della politica dipinge l'azienda come fuori controllo e in crisi, ma la Rai non è fuori controllo, i vertici stanno attuando un piano industriale che lo stesso governo ha richiesto e stanno per rendere la Rai ancora più competitiva in un mercato in continua evoluzione, garantendo al massimo quel pluralismo richiesto al servizio pubblico. La Rai di oggi è molto più plurale di quella di due o tre anni fa. Il problema è un altro, e cioè c'è un pezzo di sinistra in Italia che concepisce la Rai come proprietà privata e non riesce ad accettare che stando al governo non può occuparla in maniera militare come ha fatto in passato».

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