Raid dell'Aeronautica in difesa della Pinotti Adesso decidono i pm

I militari si schierano con la titolare della Difesa sul caso del volo di Stato: «Non fu cambiato il piano»

Raid dell'Aeronautica in difesa della Pinotti Adesso decidono i pm

Se sia indagata o meno, si saprà entro una decina di giorni. La Procura di Roma ha infatti tempo sino al prossimo 28 novembre – quindici giorni dall’apertura del fascicolo, attualmente contro ignoti, per peculato d’uso - per iscrivere nel registro i nomi di eventuali indagati. A cominciare da quello del ministro della Difesa Roberta Pinotti, la protagonista di questa storia di presunto utilizzo disinvolto, diciamo così, di un volo di addestramento dell’Aeronautica sfruttato a mo’ di taxi per tornare a Genova da Roma la sera dello scorso 5 settembre. E mentre i grillini, i primi a sollevare il caso dell’«aereo blu» tornano alla carica chiedendo le dimissioni della ministra scivolata nella sua corsa al Quirinale su questa vicenda, è l’Aeronautica, ancora una volta, a volare in soccorso della Pinotti, ribadendo che di normale volo di addestramento si trattava e sostenendo che i cambi di orario di un volo di addestramento sono normali. Evidentemente anche quando – come ha svelato il TgLa7 sulla base di alcuni documenti dell’Enav - guarda caso si adeguano al ritardo di un altro aereo, l’Airbus presidenziale che da Cardiff quel giorno portava il premier a Firenze e le ministre Pinotti e Mogherini a Roma.

La Pinotti non parla. Ieri era a Bruxelles, al Consiglio Ue dei ministri della Difesa. Ma vola a difenderla la «sua» Aeronautica. E il raid dei militari, che difendono se stessi e il ministro della Difesa, ha il sapore dell’«arrivano i nostri». La nota diramata dopo il servizio del Tg La7 di martedì sera annuncia querele, parla di «strumentalizzazione mediatica e politica», e spiega: «Si è trattato di una missione addestrativa pianificata il 2 settembre e programmata per il giorno 5 settembre con decollo previsto alle 21 e 30 per la tratta Ciampino/Genova con l’obiettivo addestrativo di "recurrency training" (mantenimento delle qualifiche per gli equipaggi di volo). Il 4 settembre il programma di volo veniva firmato, inviato e inserito nel sistema con l’approvazione del comandante di Stormo senza alcuna variazione. Il 5 settembre (il giorno del volo con la Pinotti, ndr) il volo veniva eseguito senza ulteriori modifiche con un decollo alle 21 e 15». E le carte dell’Enav, che dimostrano che intorno alle 18, dopo vari cambi, il piano del Falcon 50 fu adeguato in tempo reale al ritardo di 20 minuti del volo proveniente da Cardiff, che aveva fatto tappa a Firenze per lasciare a casa il premier? «Ritardi e anticipi – sostiene l’Aeronautica – sugli orari previsti sono aggiustamenti che non costituiscono variazioni rispetto a quanto pianificato, e sono di ordinaria gestione a cura del comandante dell’aeromobile». La nota infine precisa che è prassi, per risparmiare, imbarcare su questi voli «personalità istituzionali».

Tutto in regola, dunque? Lo stabilirà la Procura, che ha acquisito anche le carte Enav. Il ministero della Difesa ha trasmesso ai pm i documenti relativi alla vicenda. Ma quale che sia la decisione finale, tutto dovrà comunque essere trasmesso al tribunale dei Ministri, per competenza. I grillini però, tanto più dopo la rivelazione delle carte Enav che dimostrano gli adeguamenti, insistono: «I tabulati dell’Enav – ribadiscono – confermano che il ministro Pinotti

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