"Ranucci comprò video da un latitante"

Il "Riformista": ce l’ha detto una fonte interna. La replica: "Querelo"

"Ranucci comprò video da un latitante"

I servizi segreti e dietro i servizi di Report? L’inquietante ipotesi lanciata oggi da Aldo Torchiaro sul Riformista riaccende i riflettori su Sigfrido Ranucci, che secondo una fonte interna avrebbe ideato un giro di fatture false per pagare alcuni freelance che gli proponevano dei filmati per demolire la reputazione di un politico. Tipo il video di Matteo Renzi pizzicato con lo 007 Marco Mancini a un autogrill. Nel libro intervista con Alessandro Sallusti Lobby&Logge l’ex leader Anm Luca Palamara non ritiene plausibile la versione di Report, cioè che Renzi sia stato filmato «per caso» da una insegnante rimasta anonima. Secondo l’inchiesta del Riformista il meccanismo prevederebbe anche un raggiro ai danni della Rai, azienda senza controlli visto che «entrano 10mila cose»: l’acquisto con soldi pubblici di materiale inutilizzabile sulla Calabria ma ritenuto «giornalisticamente importante» in cambio di nastri compromettenti di dubbia provenienza (uno dei freelance sarebbe un latitante) e l’offerta da parte di Ranucci di un contatto con un non meglio identificato «capocentro» dei servizi segreti, a loro volta interessati a questo materiale. Un’ipotesi agghiacciante, secondo alcune voci corroborata anche da materiale audiovisivo, che Ranucci ovviamente respinge con forza: «È un file manipolato del 2014, su di me non troveranno neanche uno scontrino non pagato. Chi riprende sta roba lo querelo». Ieri è arrivata la solidarietà non scontata di Milena Gabanelli, che con Ranucci ha lavorato per 10 anni dal 2006 al 2016. «Sulla sua onestà non ho dubbi», ha detto l’ex conduttrice, declinando come «reazione umana» gli sms minacciosi e allusivi ai parlamentari della Vigilanza Rai Davide Faraone (Iv) e Andrea Ruggieri (Forza Italia). L’azzurro piccato ha replicato alla giornalista oggi in forza a La7 e Corriere della Sera: «Predica continenza e liceità dei comportamenti di chiunque poi fa un’eccezione, secondo il ben noto teorema “inflessibili solo con gli altri”». Ha fatto rumore dentro Viale Mazzini anche la conferma di vicedirettore ad personam di Ranucci da parte dell’ad Carlo Fuortes, nonostante i sospetti di mobbing, e la sperticata lode del numero uno UsigRai Daniele Macheda al «giornalismo d’inchiesta», soprattutto nella strampalata richiesta di pubblicare i verbali dell’audit secretati.

«Così nessuno denuncerebbe più nulla», dice una giornalista Rai in attesa di contratto. «La porta del sindacato è aperta a tutti», replica Macheda al Giornale. Come a dire, chi ha qualcosa da dire su Ranucci venga allo scoperto.

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