Momenti di autentica paura per una famiglia nella bergamasca che ha temuto il peggio. Una violenta rapina in villa si è consumata venerdì attorno alle 21, a Urgnano, centro della pianura bergamasca, dove tre rapinatori, armati di pistola e coltello, hanno assaltato dopo cena una villa all'interno della quale si trovavano padre, madre e figlio quindicenne.
I malviventi hanno sorpreso la madre in giardino a fumare, l'hanno costretta a entrare in casa spintonandola, dove le sono stati legati i polsi con delle fascette da elettricista. Lo stesso trattamento è stato riservato al figlio quindicenne. Il padre, invece, sotto la minaccia di una pistola, è stato costretto a indicare la cassaforte, poi aperta dai malviventi con un flessibile. All'interno c'erano gioielli, denaro e orologi. L'ammontare esatto del colpo non è stato ancora quantificato. La banda, forse formata da uomini dell'Est Europa, si è poi dileguata, mentre l'uomo ha cercato di riprendersi dallo choc e ha immediatamente avvisato il 112: i cellulari dei familiari sono stati infatti lasciasti nel giardino. Sul caso indagano i carabinieri di Treviglio e Bergamo, che hanno avviato le indagini per risalire alla banda anche al di fuori dei confini della bergamasca: forse era presente anche un quarto complice che, com'è verosimile ipotizzare, faceva da palo all'esterno e attendeva i complici in auto. Al vaglio dei carabinieri ci sono le telecamere della zona che aiuteranno a rilevare strani passaggi e a ricostruire parte della dinamica della rapina. Sperando abbiano anche inquadrato i volti dei malviventi prima che si incappucciassero.
I tre familiari sono sotto choc, ma non è stato per loro necessario recarsi in ospedale: ieri sera un'ambulanza era intervenuta all'abitazione, una villetta situata lungo la provinciale che collega la pianura bergamasca con Bergamo città. Itre banditi erano ben organizzati, senza dubbio professionisti, armati e ben coperti in modo da essere del tutto irriconoscibili.
Unico dettaglio, il loro accento dell'Est Europa. Un colpo del tutto analogo era già stato messo a segno nella bergamasca a inizio dicembre: era stata presa di mira la villa di una famiglia di imprenditori di Treviglio, anche in quel caso legati con delle fascette.