Un incubo durato tre giorni, segregata in un edificio abbandonato in un quartiere periferico ad est di Roma dove è stata drogata e costretta a subire ripetute violenze sessuali di gruppo dietro minaccia di morte. La vittima, una donna colombiana di 32 anni in vacanza nella capitale si è salvata quando, al termine della terza giornata, all'apice dell'ennesima violenza subita, è riuscita a fuggire in strada seminuda e a chiedere aiuto ad un passante, che ha subito chiamato il 112. Le indagini sono state veloci, cinque persone sono state arrestate con l'accusa di violenza sessuale di gruppo, aggravata dall'aver approfittato delle condizioni di minorata difesa della persona offesa. Nel corso del blitz della polizia sono stati identificati 22 cittadini extracomunitari, irregolari sul territorio nazionale, tra cui i cinque fermati: due uomini del Gambia, di 29 e 38 anni, un quarantenne del Mali e due nigeriani di 29 e 39 anni. Al termine degli accertamenti, 11 stranieri sono stati colpiti da provvedimento di espulsione e sono attualmente trattenuti presso i Cpr di Ponte Galeria, Palazzo San Gervasio e Bari.
Secondo quando ricostruito dagli agenti della IV Sezione della Squadra mobile, la donna era arrivata a Roma una decina di giorni fa e alloggiava in un albergo nei pressi della stazione Termini. La sera del 19 maggio dopo aver cenato in un ristorante nei pressi dell'hotel, ha chiesto ad un uomo incontrato all'esterno del locale di procuragli dell'hashish. Lui l'avrebbe convinta a seguirlo per procurarle la dose. Da quel momento le è stata tesa una trappola. Dopo aver camminato con lo sconosciuto per mezz'ora fino a raggiungere un furgone, sarebbe stata caricata con la forza e portata in un palazzo in zona Tor Cervara, sulla Prenestina, occupato e più volte sgomberato in passato.
Per la vittima è l'inizio di un incubo che sembrava non finire mai. Rinchiusa contro la sua volontà in una delle baracche ricavate nell'edificio, le sono state somministrate sostanze stupefacenti per limitarne la capacità di reazione ed impedirle si allontanarsi e costretta a subire ripetute violenze sessuali da parte di più persone in un contesto di sopraffazione e minacce. La vittima è stata derubata anche del cellulare e dei documenti di identità. Quando al terzo giorno è riuscita a scappare e a precipitarsi in strada, è stata soccorsa da un passante che ha subito chiamato i soccorsi.
Trasportata d'urgenza al Policlinico Casilino la donna è stata sottoposta ad accertamenti medici che hanno documentato evidenti segni di violenza, ritenuti compatibili con l'ipotesi della "costrizione", nonché uno stato di alterazione riconducibile all'assunzione di sostanze stupefacenti. Grazie alle sue indicazioni, gli investigatori hanno rintracciato lo stabile ritenuto presunto teatro delle violenze denunciate. La vittima avrebbe poi riconosciuto in foto i suoi aggressori.