Atollo di Vaavu, dalla grotta Dhevana Kandu riemergono i corpi di Monica Montefalcone e di Federico Gualtieri. Recuperati dalla missione search & recovery dopo oltre due ore di immersione da sei sommozzatori che si sono alternati nel recupero a 63 metri di profondità. I due corpi sono stati individuati accanto a quelli di Giorgia Sommacal e della ricercatrice Muriel Oddenino, nel tratto più estremo della cavità, nella terza camera in fondo al cunicolo che scende fino a oltre 60 metri. Il team finlandese della fondazione Dan Europe, Sami Paakkarlnen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist, dopo averli individuati e imbracati, li ha portati a quota 30 metri dove ha effettuato la fase di decompressione. Lì li aspettavano altri tre sub del gruppo interforze, guardia costiera e militari della Mndf, che li hanno presi in carico e riportati in superficie. Le salme sono state poi trasferite a Malè. Saranno rimpatriate con le altre vittime della tragedia, la figlia della professoressa e la dottoressa Oddenino. Oggi, tempo permettendo, riprenderanno le operazioni per il recupero anche di queste ultime.
Una volta in Italia tutte e cinque le salme, compresa quella di Gianluca Benedetti rimpatriata ieri, saranno sottoposte ad autopsia per stabilire le cause esatte della morte. Azoto tossico, embolia, asfissia dovuta all'aria esaurita nelle bombole? Certo è che solo le telecamere Go Pro potranno spiegare cos'è accaduto nella grotta maledetta, paradiso per diver, biologi e ricercatori, pietra tombale per i cinque italiani. Sub esperti come Benedetti, il capo barca, con il livello più alto dei brevetti da sub o come Gualtieri, la stessa Montefalcone e la collega Oddenino, con migliaia di ore di immersioni alle spalle. Nelle bombole recuperate finora è ancora presente la miscela di aria? Se si, è composta da ossigeno/azoto o è presente anche l'elio (il trimix), necessario per la decompressione? Non solo. Qualcosa, in grotta, deve essere accaduta al gruppo se uno dei cinque, Benedetti, è stato trovato a quasi venti metri di distanza, ovvero dall'altro capo della cavità, all'ingresso della grotta. Gli altri quattro si erano persi e lui li aspettava? Scenario tutt'altro che impossibile per chi quelle grotte le conosce bene. "Basta sollevare i sedimenti del fondo con le pinne per perdere l'orientamento. Il fango stesso fa da schermo e riflette le luci delle torce, basta poco per andare nel panico. E non tornare indietro" spiegano. L'inchiesta della Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo, dovrà accertare anche questo.
Gli altri venti passeggeri della Duke of York saranno ascoltati appena il governo maldiviano invierà il risultato dell'indagine locale. Verranno acquisiti tutti gli atti, ovvero i documenti relativi ai permessi governativi per superare il limite di trenta metri previsto per le immersioni ricreative.
Ce l'avevano tutti e cinque? L'Università di Genova, che ha finanziato la ricerca di Montefalcone e Oddenino, davvero non sapeva che i campioni di coralli sarebbero stati prelevati sott'acqua? Il governo maldiviano ammette che i permessi "per attività scientifiche" erano stati rilasciati alla Montefalcone, alla Oddenino e a Gualtieri. Ma non alla ragazza e a Benedetti. Quest'ultimo, però, non aveva bisogno di autorizzazioni per immergersi oltre i trenta metri perché, da istruttore, già le aveva.