Reggio, il Pd fa lavorare gratis i profughi alla Festa dell'Unità

Scandalo alla FestaReggio. Ma i dem provano a difendersi: "L'impiego fa parte di una progettualità d’accoglienza". E spunta lo zampino delle coop

Reggio, il Pd fa lavorare gratis i profughi alla Festa dell'Unità

L'accusa è di impiegare i profughi per lavorare, gratis, alla Festa dell’Unità. Arriva da Reggio Emilia l’ennesima polemica tra Lega Nord e Pd sulla gestione degli immigrati. La kermesse è quella di FestaReggio che ha aperto i battenti proprio ieri. Ma i democrat non ci stanno e rivendicano quell'impiego come parte di una progettualità d’accoglienza e inserimento proposto a diversi enti dalla cooperativa che si occupa della gestione dei profughi nel reggiano, la Dimora d’Abramo. E spiega, sempre il Pd, che lo Stato ci guadagna pure perché il vitto che i ragazzi consumano quando lavorano alla festa viene decurtato dal contributo che lo Stato riconosce per la loro gestione. Ma lo scandalo resta.

La denuncia arriva in mattinata dal segretario provinciale della Lega Nord Gianluca Vinci, rincarata poi dal capogruppo in Regione Alan Fabbri e dal consigliere del Carroccio reggiano Gabriele Delmonte, che annunciano un’interrogazione al presidente Stefano Bonaccini. Parlano, i leghisti, di profughi "usati" dal Pd per allestire la Festa dell’Unità e "impiegati in lavori manuali ad alto rischio". E, ricordando che in Regione è stato siglato un protocollo per l’impiego dei profughi in lavori socialmente utili, chiedono retoricamente: "Forse per il Pd è socialmente utile la festa dell’Unità?". L’accusa al Pd è di importare "i clandestini per sfruttarli come manodopera a basso costo". Tra le rimostranze della Lega poi anche il fatto che se, invece, i profughi sono stati retribuiti, si potevano preferire operai reggiani rimasti disoccupati.

Andrea Costa, segretario del Pd reggiano, prova a ribattere alle accuse: "Permettiamo a questi ragazzi di fare un po' di socialità, come ospitiamo a FestaReggio 12 carcerati". Si tratta di una trentina di persone "su oltre mille volontari - sottolinea -. Un contributo simbolico di cui il Partito non avrebbe bisogno, visti i numeri dei volontari disponibili". Quanto alle accuse di non aver dato da lavorare ad artigiani reggiani l’esponente piddì risponde piccato: "Quei ragazzi qui vengono fare un pò da lavapiatti e camerieri. Noi queste cose non le abbiamo mai pagate. Mentre invece paghiamo gli artigiani (elettricisti, carpentieri, idraulici) che allestiscono una cittadella di 150mila metri quadrati. E creiamo un bell’indotto".

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