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Il regime a Donald: "Cancelliamo te"

Teheran minaccia l'Occidente: "Occhio per occhio". La Turchia schiera i Patriot

Il regime a Donald: "Cancelliamo te"
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Attacchi, minacce e propaganda. L'Iran è ferito profondamente ma il regime vuole a tutti i costi dimostrare di essere ancora vivo e, in rqualche modo, potente. I raid contro i Paesi del Golfo non si fermano, i razzi su Israele nemmeno. Ma gli ayatollah provano a rialzare la testa. "Qualunque cosa farà il nemico risponderemo con una rappresaglia proporzionata e immediata. Nessuna ostilità resterà senza risposta e oggi decretiamo la regola dell'occhio per occhio, in modo diretto e senza eccezioni", ha detto il presidente del parlamento iraniano Mohammad Ghalibaf. Non solo. Il segretario del Consiglio superiore di sicurezza Alì Larijiani mette nel mirino anche Donald Trump in persona: "L'Iran non ha paura delle vostre vuote minacce. Nemmeno persone più grandi di te potrebbero eliminare la nazione iraniana. Fai attenzione a non essere cancellato tu". E ai fini di propaganda, Teheran utilizza anche un video, realizzato con l'intelligenza artificiale, per deridere Trump e Netanyahu utilizzando lo stile dei film Lego, i celebri mattoncini per le costruzioni dei bambini.

Un modo per il regime di esorcizzare gli attacchi e cercare di dimostrare che niente può scalfirlo. "L'Iran è l'erede di una civiltà antica di almeno 6mila. Nessuna potenza è mai riuscita a cancellare questo nome ricco di storia. Gli aggressori sono venuti e andati; l'Iran è rimasto", ammonisce il presidente Masoud Pezeshkian che poi si dice pronto a discutere di una possibile de-escalation. L'esatto contrario di quanto detto da alcuni membri dell'establishment il cui messaggio è chiaro: "Non ci arrenderemo mai, combatteremo fino alla fine". Propaganda, a parole e grazie alla tecnologia. Nel video intitolato "Narrative of Victory", le versioni Lego di Trump, Netanyahu e Satana, sfogliano un album degli Epstein files e, come conseguenza, il tycoon decide di attaccare l'Iran. Chiaro riferimento alla narrazione anti-Donald che non può non trovare terreno fertile dalle parti di Teheran. Il video prosegue con attacchi iraniani devastanti per l'Occidente.

Quello che sul campo sparso di questo conflitto Teheran sta cercando di fare. Ieri Iran ed Hezbollah hanno lanciato contemporaneamente diversi ordigni su Beit Shemesh, nel distretto di Gerusalemme, e su Kiryat, luogo visitato poco prima dal ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, in Israele per la prima visita diplomatica. Droni iraniani hanno colpito anche una raffineria di petrolio e gas di Haifa, in "risposta all'attacco ai depositi di petrolio iraniani". Colpito anche il centro di comunicazione satellitare israeliano a Sud di Tel Aviv, uno dei principali snodi di comunicazione tra le basi aeree e i jet da combattimento. Sirene sono risuonate anche nel Nord, così come in Cisgiordania e un missile balistico è stato lanciato contro l'Alta Galilea. "Il regime iraniano sta lanciando bombe a grappolo contro i civili israeliani", denuncia Tel Aviv. Raid hanno interessato anche diversi Paesi del Golfo. Gli Emirati Arabi Uniti continuano ad essere nel mirino di missili e droni, la maggioranza dei quali intercettati dai sistemi di difesa aerea. Colpito anche il consolato emiratino nel Kurdistan iracheno Un altro drone ha provocato un incendio in un complesso industriale di Abu Dhabi. Il Bahrein ha comunicato che i suoi sistemi di difesa hanno intercettato 105 missili e 176 droni dall'inizio del conflitto. Il Qatar accusa: "Respingiamo le argomentazioni degli iraniani per giustificare gli attacchi", denunciando raid contro le infrastrutture energetiche che "rischiano di avere ripercussioni in tutto il mondo". Mentre la Turchia ha annunciato di aver dispiegato un sistema di difesa americano Patriot come parte delle misure Nato per una "difesa rafforzata". Fonti iraniane poi annunciano che una petroliera è esplosa al largo di Abu Dhabi. E proprio il petrolio può diventare, se già non lo è, una delle chiavi principali del conflitto.

L'ad del colosso petrolifero Aranmco Amin Nasser lancia l'allarme: "La guerra in Medioriente può avere conseguenze potenzialmente catastrofiche per i mercati". Conseguenze che vanno ben oltre le minacce e la propaganda.

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