Renzi pretende tre ministeri. I nomi per un nuovo esecutivo

Le condizioni di Iv per tornare in maggioranza. Se Conte non dovesse farcela Cartabia, Lamorgese o Cottarelli

Renzi pretende tre ministeri. I nomi per un nuovo esecutivo

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte teme la trappola delle dimissioni lampo. Ma la strada è tracciata. Oggi il premier salirà al Colle per rimettere il mandato nelle mani del capo dello Stato Sergio Mattarella. La decisione sarà anticipata ai ministri nel Cdm convocato per le 9. Gli scenari che emergeranno dopo le consultazioni sono incerti.

La prima opzione sul tavolo è un reincarico per formare un Conte ter con reintegro in coalizione del gruppo di Italia Viva. È l'ipotesi su cui lavorano Pd e M5S. Ma è anche l'unica che contempli la riconferma dell'avvocato di Volturara Appula a Palazzo Chigi: rimpasto e patto di legislatura con Matteo Renzi. Scenario che prefigurerebbe una vera e propria resa di Conte e del M5S. Il vincitore indiscusso sarebbe il senatore di Rignano che a quel punto farebbe pesare il successo politico nel riassetto della squadra di governo. Italia Viva vuole tre ministeri di peso: Interno, Difesa ed Esteri. Per tre nomi: Maria Elena Boschi, Ettore Rosato e Matteo Renzi. Si materializzerebbe così la Caporetto per i Cinque stelle. Iv potrebbe accontentarsi anche di due poltrone di prestigio (Esteri e Interno). In alternativa i renziani potrebbero chiedere il ministero della Giustizia o della Scuola. Nell'ipotesi di un Conte ter potrebbe fare ingresso nella squadra di governo il vicesegretario del Pd Andrea Orlando che prenderebbe il posto di Paola De Micheli alle Infrastrutture. Mentre Goffredo Bettini andrebbe a occupare la poltrona di sottosegretario alla presidenza del Consiglio soffiando la poltrona al grillino Riccardo Fraccaro. Conte punterebbe anche a un allargamento della maggiorana con l'Udc: la senatrice Paola Binetti sarebbe in pole per il ministero della Famiglia.

Secondo scenario: bye bye Conte. I renziani rientrano in maggioranza con Pd, Cinque stelle e Leu. Ma con un nuovo presidente del Consiglio. Due i tecnici: l'ex presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia o l'attuale ministro dell'Interno Luciana Lamorgese. Due profili che sembrano sposare l'identikit disegnato ieri dal segretario de Pd Nicola Zingaretti: «Per evitare il voto serve un governo autorevole». Tradotto: «Conte non è all'altezza». Per la guida del governo la scelta potrebbe cadere anche su un politico: Dario Franceschini, Luigi Di Maio e Lorenzo Guerini. Con un governo Di Maio, Conte venderebbe cara la pelle. Tant'è che si vocifera di un asse tra l'avvocato del popolo e Alessandro Di Battista.

Terzo scenario: opzione Ursula. Una maggioranza che va da Leu a Forza Italia. La coalizione Ursula è la scommessa di Renzi: un esecutivo sostenuto da Pd, Cinque stelle, Leu, Azione, Iv e Forza Italia. Due i nomi che girano per Palazzo Chigi: Carlo Cottarelli ed Emma Bonino. Con l'opzione Cottarelli si smarcherebbe da Forza Italia Mara Carfagna: l'economista figura tra i fondatori di Voce Libera, l'associazione che fa capo all'ex ministro berlusconiano. Sull'ipotesi Cottarelli si tufferebbero tutti: i centristi, Cambiamo di Giovanni Toti, Azione di Carlo Calenda. Anche l'ipotesi Bonino riunirebbe il fronte Ursula che va da Bersani a Carfagna.

Ultimi due scenari: governo di unità nazionale. Forza Italia c'è. La Lega riflette. Fratelli d'Italia si sfila. L'unico nome sul tavolo è Mario Draghi. Scenario ultimo: il voto anticipato. Nessuno ci crede. Ma c'è già una data: 11 aprile 2021.