"Restituiteci le dosi". Gli uomini di Zinga contro il governo

L'allarme dell'assessore alla Sanità romana: "Vaccini anche ai diplomatici e a chi ha cambiato il domicilio". Poi l'ultimatum: "Almeno restituiteci quelle dosi"

"Restituiteci le dosi". Gli uomini di Zinga contro il governo

"Chiediamo di essere messi nelle condizioni di vaccinare i nostri abitanti". A lanciare l'appello è l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato, preoccupato per i ritardi nella consegna dei vaccini e per le dosi (100mila) iniettate a persone non residenti nella Regione. "Parlo del personale diplomatico straniero o degli italiani che vivono all'estero e sono rientrati a Roma - spiega D'Amato al Messaggero - Per non parlare di tutti quelli che hanno chiesto il domicilio nel Lazio perché qui vengono vaccinati prima". E chiede: "Almeno ci restituiscano quei 100mila vaccini".

Le prenotazioni, per il momento, ammontano a oltre 2 milioni di somministrazioni, "ma al momento ci hanno confermato poco più di un milione di dosi". Il rischio è che gli appuntamenti slittino, anche se l'assessore precisa: "Non vogliamo far slittare nulla. Certo, se non c'è un'inversione di tendenza sulle forniture, dovremo rallentare, rivedere i tempi e i traguardi che ci siamo preposti". Numerose le persone che chiedono di poter essere vaccinati ma, dal punto di vista delle consegne la situazione preoccupa: per il momento, si ha solamente la certezza "dell'arrivo di 1.173.570 fiale a maggio. C'è un differenziale di un milione di dosi". Per questo, per evitare rallentamenti, servono le fiale. "Quando abbiamo posto il tema dell'acquisto delle dosi - ha spiegato D'Amato - il governo ci ha detto che non potevamo muoverci autonomamente e di attenerci alla cornice dell'Unione europea. C'è stato un divieto a ordinarle fuori dai canali comunitari. Va bene, rispetteremo le regole, ma a questo punto chiediamo di essere messi nelle condizioni di vaccinare i nostri abitanti". Condizioni che potranno essere rispettate non solo con l'arrivo di vaccini e con la chiarezza sulle forniture: "Di più, chiediamo che il governo ci comunichi con un margine di 45 giorni le quantità a disposizione".

Inoltre, spiega l'assessore alla Sanità, bisogna considerare il tetto d'età per AstraZeneca e J&J, ma se l'Aifa lo rivedesse si potrebbero dare il siero destinato agli over 60 anche ad altre fasce d'età: "Facendo firmare un consenso informato rafforzato, permetteremo anche a chi è sotto i 60 anni di poter scegliere questi due vaccini. E chi lo farà, potrà essere vaccinato già a maggio, magari con una dose sola. E senza dover aspettare altre settimane per ottenere Pfizer o Moderna". La mancata vaccinazione e l'attesa delle dosi di un certo tipo di vaccino possono essere pericolose: "Ho saputo di anziani, che non ne hanno voluto sapere di vaccinarsi per paura degli effetti collaterali, sperando di avere un farmaco di un'altra marca - racconta D'Amato -Alla fine si sono ammalati loro e hanno fatto ammalare i loro familiari". E sottolinea: "Tutti i vaccini sono uguali". Intanto, però, sono 30mila gli anziani che non si sono vaccinati e "sono un grande problema". Per questo, i medici di base chiameranno i pazienti che ancora non si sono prenotati per la vaccinazione, così da ricordare la possibilità di ricevere la dose del siero anti-Covid, fornendo chiarimenti alle persone ancora dubbiose. Ma "la vaccinazione resta volontaria. È una sorta di ultimo avviso ai naviganti".