Le vuole ricordare con il sorriso, quel sorriso radioso che avevano quando potevano vivere insieme la passione comune per gli abissi marini, quello che mostrano nelle foto pubblicate dai giornali da quando il loro mare le ha inghiottite. Carlo Sommacal ha appena saputo che è di sua moglie Monica Montefalcone il corpo recuperato nella grotta sottomarina dell'atollo di Vaanu, alle Maldive, insieme a quello di Federico Gualtieri. Quello di sua figlia Giorgia sarà riportato in superficie oggi. È questione di ore per il team finlandese di specialisti arrivato per riportare a casa le vittime della tragedia di giovedì scorso.
Era la notizia che aspettava da quando ha saputo che sua moglie e sua figlia non erano più riemerse da un'immersione subacquea. Quella che aggiunge dolore al dolore, ma che allo stesso tempo gli cambia forma, aiuta in qualche modo a metabolizzarlo. Ora sa che avrà due tombe su cui piangere e posare un fiore. Non è una consolazione, ma in qualche modo ti fa andare avanti, di fa prendere consapevolezza, smettere di parlare al presente, come continua a fare. "Ho avuto notizie dall'ambasciata italiana a Colombo e mi hanno confermato il recupero di mia moglie e di Federico. Le salme rientreranno in Italia probabilmente tutte e quattro insieme, ma non so quando. Sono distrutto, sono giorni che non dormo, che ho gli incubi", dice Sommacal dalla sua Genova. È qui che aspetterà il rimpatrio. Ha preferito non andare alle Maldive e seguire le operazioni di recupero da casa, accanto a Matteo, l'altro figlio di vent'anni, rimasto senza madre e sorella. È per lui che deve resistere, che non crolla. "Altrimenti che succederebbe?", si chiede. Anche se adesso - come racconta al Corriere della Sera - teme il momento del riconoscimento dei corpi. Troppo dolore per lui, non sa se avrà la forza e spera sarà il suocero a farlo al posto suo.
Un dolore che Sommacal divide con Federico Colombo, il fidanzato 26enne di Giorgia. Stavano insieme da diversi mesi, iniziavano a fare progetti per il futuro. Giovedì si erano sentiti pochi attimi prima che lei si immergesse, poi il silenzio che lo ha fatto sprofondare in una nuova dimensione. Federico ne parla in una lettera struggente pubblicata dal Secolo XIX: "La perdita di Giorgia e Monica mi ha insegnato qualcosa che forse prima non riuscivo davvero a capire: niente nella vita è scontato. Siamo così abituati alla presenza delle persone, ai gesti quotidiani, alle parole dette distrattamente, che spesso ci dimentichiamo del loro vero valore. Poi arriva un'assenza, e improvvisamente capisci quanto fossero importanti anche le cose più piccole: un sorriso, una chiamata, una risata senza motivo, perfino i silenzi condivisi". Come il messaggio con le foto dell'immersione che giovedì aspettava da Giorgia e che non è mai arrivato. Federico dice di aver "imparato a ringraziare di più per il presente, perché è l'unica cosa che abbiamo davvero". "Bisogna vivere - scrive - senza aspettare sempre il momento giusto, senza rimandare ciò che ci rende felici.
Dovremmo avere il coraggio di amare di più, dire quello che sentiamo, abbracciare forte le persone a cui vogliamo bene e goderci ogni attimo anche quelli che sembrano banali o stupidi. Perché spesso sono proprio quei momenti a diventare i ricordi più preziosi". Per Federico bisogna "affrettarsi" ad amare: "Amiamo sempre troppo poco e troppo tardi".