Per Fratelli d'Italia è un principio di democrazia. Le riserve auree della Banca d'Italia devono passare allo Stato, perché sono del popolo italiano. Marco Osnato, presidente della commissione Finanze della Camera, difende l'emendamento proposto proprio dal partito della premier: "È una vicenda che spero si chiuda positivamente. Nel rispetto della democratizzazione delle banche centrali, del rispetto della storia e dei trattati internazionali".
La trattativa tra le forze di maggioranza è ancora aperta. Osnato, punto di riferimento dei meloniani sui dossier economici, nell'intervista al Giornale fa il punto sull'iter verso l'approvazione della legge di bilancio: "Vogliamo chiuderla prima di Natale ma non è un dramma se arrivano a ridosso della fine dell'anno". Per Osnato è una manovra che "mette al centro il ceto medio e conferma l'abbassamento della pressione fiscale.
Poi rifila una frecciatina al capo della Cgil Maurizio Landini: "Dovrebbe interessarsi alle misure e non agli scioperi precostituiti di venerdì". Il via libera è atteso a fine dicembre.
Quest'anno il testo parte dal Senato, dove sono in discussione gli emendamenti. Tra i temi più caldi quello relativo alle riserve di oro della Banca d'Italia. Ieri l'emendamento è stato riformulato confermando il riferimento al fatto che "le riserve appartengono allo Stato".
Il nuovo emendamento prevede una interpretazione autentica dell'articolo riguardante la gestione delle riserve auree del testo unico delle norme di legge in materia valutaria che - come recita appunto il testo dell'emendamento - "si interpreta nel senso che le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d'Italia appartengono al popolo italiano".
Presidente Osnato, una domanda sui tempi. Faremo il natale in Aula?
"L'auspicio è chiaramente, come tutti gli anni, di chiuderla prima di Natale. Ma se dovessimo restare in Aula tra Natale e Capodanno non ne farei un dramma".
Il tema caldo è la questione dell'oro di Bankitalia. Come si chiude?
"Spero si arrivi a una soluzione che tenga conto della democratizzazione delle banche centrali, del rispetto della storia e dei trattati internazionali. Le riserve appartengono al popolo italiano".
La partita sugli affitti brevi è chiusa. La maggioranza ha rischiato?
"È stato un tema più giornalistico. Non è mai stata una misura decisiva per l'approvazione della manovra. Alla fine è stato trovato un buon punto di caduta al 21 per cento anche per la prima casa".
L'accusa è di una manovra che fa poco per il ceto medio.
"Accusa falsa. Le faccio un esempio. La riduzione dell'aliquota Irpef al 30 per cento per i redditi fino a 50mila euro è una misura che va nell'interesse del ceto medio. Inoltre puntiamo molto a rafforzare il potere d'acquisto delle famiglie con misure significative".
Tipo?
"Detassazione dei premi di produttività, degli straordinari e degli aumenti contrattuali. Sono tre misure che incidono notevolmente sul potere d'acquisto".
E per le imprese?
"Penso che tra gli interventi più significativi vi sia la deducibilità al 22% per le imprese".
Per quanto riguarda famiglie, mamme e figli. C'è una sostanziale conferma delle misure?
"Sì. Si va verso una riconferma di tutti i bonus. Asilo, mamma. C'è poi un'altra misura che andrebbe ricordata".
Prego.
"L'eliminazione dal calcolo Isee della prima casa. Penso sia una misura che darà un aiuto concreto alle famiglie".
Vi accusano di non ridurre la pressione?
"Per la prima volta questa manovra, dopo dieci anni, non sarà in deficit. Non ci sarà alcun taglio di fondi per gli enti locali e usciremo dalla procedura di infrazione Ue. Questo ci consente di avere per i prossimi anni margini fiscali ampi. In ogni caso la pressione fiscale scende e le misure per imprese e famiglie vanno in questa direzione".
Cosa significa l'uscita dalla procedura di infrazione comminata dall'Unione europea?
"Vuol dire che possiamo impiegare per i prossimi anni risorse importanti per sanità e welfare".
Landini scende in piazza lo stesso.
"Massimo rispetto per chi scende piazza.
Ma oggi assistiamo a un copione che si ripete. Mai nel merito. Ogni scusa è buona per dare le colpe al governo. Se Landini avesse davvero a cuore le sorti dei lavoratori sarebbe interessato alle misure più che a proclamare scioperi tutti i venerdì".