Nelle tempeste d'acciaio della Grande Guerra, Ernest Jünger, il giovane anarca, non indossava il pickelhaube con il suo tipico puntale, decorativo e utile "a parare le sciabolate", ma, come tenente e comandante di Truppe d’assalto del Füsilier-Regiment Nr. 73 “Gibraltar”, si fregiava di una singolare fascia di panno blu che spiccava sul polso destro della giubba grigioverde. In caratteri latini dorati spiccava infatti il nome del territorio d’oltremare britannico, quindi nemico, “Gibilterra”, rimandando la memoria al glorioso passato e alle temerarie gesta del reggimento di fanteria nel XVIII secolo.
Nel caldo agosto del 1914, dopo che il Kaiser Guglielmo dichiarò guerra all’Impero Russo e alla Francia in appena tre giorni, provocando l’entrata in guerra del Regno Unito, il giovane Jünger - che non ancora ventenne aveva già vestito l’uniforme della Legione Straniera - tentò di arruolarsi volontario nell’Hannoverischen Infanterie-Regiment No. 74, ma venne accettato dal Füsilier-Regiment Nr. 73 “Gibraltar”, unità che si era distinta, insieme ad altri due battaglioni delle truppe di Hannover, nella penisola che sorvegliava l’ingresso al Mediterraneo, ricevendo da Re Giorgio III d'Inghilterra il titolo onorifico di "Battaglioni di Gibilterra”.
Il reggimento era diventato noto anche con il soprannome di “Leoni di Perthes”, una cittadina dello Champagne dove si era distinto in combattimento mentre Jünger frequentava il suo corso ufficiali; ma erano le gesta della battaglia di Gibilterra che riecheggiavano nella “Zum blauen Affen”, “Alla scimmia blu” di Monchy, il covo del 73° che lo aveva rinominato così proprio per il blu dell’onorevole fascia. Ma per ripercorrere questa concessione ad honorem, bisognava andare molto indietro nel tempo, fino alla Guerra d'Indipendenza americana.
La storia del titolo di Gibilterra risale infatti al 1775, quando Giorgio III, Re d'Inghilterra e duca di Hannover, fece reclutare cinque battaglioni di truppe provenienti dal suo ducato nella Bassa Sassonia, sua terra nativa, per sostituire le truppe britanniche nel Mediterraneo e consentire alle giubbe rosse di attraversare l'Atlantico per combattere i ribelli "continentali".
Tre di questi battaglioni - Von Beden, de la Motte e von Hardeberg - furono inviati a Gibilterra, resistendo insieme alla guarnigione britannica per tre anni e tre mesi all'assedio degli spagnoli e dei francesi, che attaccarono la penisola il 16 giugno del 1779 e posero fine alle ostilità il 15 agosto del 1783. Per onorare i sopravvissuti all'assedio, ai tre battaglioni di Hannover venne conferito il titolo onorifico di "Battaglioni di Gibilterra" dal Re d'Inghilterra, e furono per questo autorizzati a indossare una fascia di panno blu con ricamato il nome del luogo dove si erano distinti.
Quando la Prussia annesse l'Hannover, i battaglioni di fanteria vennero assimilati dall'esercito prussiano e ribattezzati, ma il Kaiser Guglielmo II concesse il diritto di esibire la fascia in ricordo della strenua resistenza mostrata sul picco roccioso dove la leggenda aveva immaginato il limite della "conoscenza" e dove, secondo il mito, Ercole aveva eretto una delle "due colonne sui monti che si fronteggiano, per commemorare il confine estremo raggiunto dalle sue imprese".
Nel 1914 gli eredi dello Hannoversches Füsilier-Regiment Nr. 73, con il loro nuovo nome, vennero inquadrati nel X Corpo d'Armata, prestando servizio su quello che sarebbe diventato il fronte occidentale, combattendo nelle Fiandre e sulla Somme.
Tra le loro fila il giovane Jünger sarà ferito più di una dozzina di volte. Decorato con la Croce di Ferro di seconda classe e la celebre Pour le Mérite, la più alta decorazione di guerra dell'Impero germanico, il futuro scrittore riempì pagina dopo pagina i diari che consegnarono alla storia e alla fama le sue idee sulla guerra.
Sopravvisse al conflitto per condurre un’esistenza unica nel suo genere, da approfondire attraverso la lettura e l’analisi di ognuno dei suoi scritti, compresi i minori, nei quali l’uomo che aveva mostrato il proprio valore a sé stesso, oltre che ai camerati che avevano combattuto con lui nelle trincee e nella terra di nessuno, vaga nella sua mente alla ricerca di altre misure dell’esistenza.