“Camerata, camerata, fregatura assicurata”. È uno dei motti, goliardici, in voga nelle sezioni aennine tra gli anni ’90 e gli inizi del nuovo millennio. Un modo come un altro per registrare un dato: la fratellanza politica non è sinonimo di affidabilità. Chissà se lo ricorda Alessandro Onorato, super assessore ai Grandi eventi della Giunta di Roberto Gualtieri, che è transitato pure per Alleanza Nazionale.
Sì, l’uomo che l’ex premier Giuseppe Conte vorrebbe a capo del “centro riformista” alleato del “campo largo”, il “cavallo di Troia” di Goffredo Bettini contro la segretaria Elly Schlein, ha un passato in Alleanza nazionale. La Schlein, infatti, non è mai stata nelle grazie del regista del campo largo, il cui pupillo è da sempre il leader pentastellato. Onorato poteva essere quindi la figura perfetta per inserirsi in un contesto favorevole a isolare sempre di più la leader dem.
Quello di Onorato è stato un transito breve, per carità, ma comunque degno di essere raccontato, soprattutto perché non sembrano esserci tracce (neanche online) di questa sorta di transizione o innamoramento temporaneo. Stando a quanto risulta al Giornale, però, Onorato aveva aderito ad Alleanza nazionale ai tempi dello scontro tra correnti romane (Giorgia Meloni, anni dopo, ha seppellito quel fenomeno).
Bussando alla porta dell’area augelliana, quella che faceva riferimento al compianto senatore Andrea Augello, Onorato ebbe modo anche di organizzare un convegno, a Ostia, con il professor Domenico Fisichella, politologo, ex ministro della Cultura e riferimento fisso dell’era finiana. L’area augelliana rientrava nell’insieme più grande della “destra sociale”, il continuo storico di quella che fu la componente rautiana. Poi del giovanissimo militante (aveva appena vent’anni) si persero le traccie. “Aveva aderito a una sezione aennina di Casalpalocco”, ci racconta una fonte, “ma non chiese mai di essere candidato”. Per il resto gli altri ricordi sono “vaghi” ma è più di qualcuno a rammentare quel ventenne con grandissime ambizioni transitare dalle parti della destra italiana.
Onorato, del resto, aveva fatto un’altra scelta: l’Udc, un partito meno scomodo, con cui ha inanellato i primi risultati elettorali. E attraverso cui, piano piano, si è spostato prima nel civismo e poi direttamente nel centrosinistra. La “fregatura”, insomma, rischiano di prenderla gli elettori del centrosinistra, votando un trasformista dal variegato pedigree.
Il Giornale ha provato a contattarlo sia telefonicamente che tramite messaggi, provando ad avere una replica o un chiarimento da parte sua che però al momento non è arrivata. Di sicuro è un elemento che un uomo come Giuseppe Conte, “punto di riferimento fortissimo dei progressisti”, che non ha certo simpatia per quel mondo, non potrà ignorare.
