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Cronache

Schiavisti libici e buonisti di casa nostra

Minniti tiene duro e speriamo che regga, ma tutti gli altri smettano di fingere di non sapere in che modo la carne umana arriva dopo un calvario di violenze umilianti, tassate spesso da Isis e Boko Haram

Non c'è bisogno di nuove invasioni africane

Alla replica da testimone oculare del nostro Fausto Biloslavo di fronte all'ipocrisia di Medici Senza Frontiere, voglio aggiungere la mia sull'origine dell'esodo, di cui la Libia è la tappa finale: quella da cui adesso i profughi chiedono di essere rispediti a casa dove non si stava poi tanto male. Questa gente è arrivata in Libia dopo un viaggio di due anni usando come voucher il corpo delle donne, l'unica moneta per pagare i pedaggi a una catena di bordelli che garantiscono il trasferimento dal centro dell'Africa alla Libia. Quel che non si dice è che questo viaggio comincia molto prima dell'arrivo nel carnaio libico. Ma anche i Medici Senza Frontiere fingono di accorgersi soltanto dell'ultima tappa e dell'ultima sofferenza, non certo la maggiore perché quel che succede prima ha finora consentito un pronto incasso politico e giganteschi profitti. Tutto grazie alla più grande operazione di prostituzione organizzata della storia. Minniti tiene duro e speriamo che regga, ma tutti gli altri smettano di fingere di non sapere in che modo la carne umana arriva dopo un calvario di violenze umilianti, tassate spesso da Isis e Boko Haram. Tutti i maschi viaggiano a sbafo dell'unico tesoro di famiglia e chi finge di non saperlo deve essere dichiarato complice del più grande caso di prostituzione e schiavismo della storia. L'ultimo anello è stato finora lo scafista per la consegna della merce alla ndrangheta e agli appaltatori del buonismo affarista.

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