Rovigo, un altro giro di giostra: "Così conquistiamo il mondo"

Nel distretto del Polesine il cuore dell'industria italiana del divertimento. Vale 250 milioni. E punta sull'export

Rovigo, un altro giro di giostra: "Così conquistiamo il mondo"

Un giro di giostra non è solo divertimento, spensieratezza, adrenalina, un istante per provare a tornare bambini. Un giro di giostra è anche un business, che in Italia muove tantissimi soldi e garantisce posti di lavoro. L'industria delle attrazioni nel nostro Paese ha il suo distretto produttivo: la provincia di Rovigo.

Proprio qui, nel cuore del Veneto, sono concentrate 70 aziende che complessivamente possono contare su 500 addetti e un fatturato da oltre 150 milioni di euro l'anno, che diventano 250 milioni se si aggiunge l'indotto costituito dai fuochi pirotecnici. La cifra sale a 500 milioni quando nel conto finiscono tutte le realtà italiane attive nel comparto. La maggior parte degli affari dipende dalle esportazioni, che rappresentano più del 90 per cento del lavoro. Perché i clienti dei giostrai del Polesine sono per lo più i grandi luna-park fissi disseminati in Europa sono circa 300 e oltre 30mila imprese coinvolte nelle diverse manifestazioni temporanee sul continente, che ogni anno attirano qualcosa come un miliardo di visitatori e 600 milioni di euro di fatturato. Ma le giostre venete sono in grado di arrivare anche molto più lontano. I mercati extraeuropei più interessati alle attrazioni italiane sono Medio Oriente (11 per cento del fatturato totale), America settentrionale (10 per cento), America latina (5 per cento), Estremo oriente (4 per cento), Asia centrale (2 per cento), Australia e Nuova Zelanda (1 per cento). Naturalmente ci sono anche i parchi italiani sono circa 90 quelli fissi con seimila gestori e più di tremila attrazioni medio-grandi, che ogni anno offrono divertimento a circa 18 milioni di utenti. Insomma, quella delle giostre venete è una vera e propria industria. Che è stata capace di sopravvivere, e rilanciare, anche negli anni più bui della crisi economica. Le imprese attive offrono, infatti, moltissimi servizi. Costruiscono giostre tradizionali e attrazioni avveniristiche destinate ai luna park, ma producono anche spettacoli pirotecnici che poi portano in giro per il mondo.

La filiera comprende anche aziende meccaniche ed elettromeccaniche, studi di progettazione e design, imprese che costruiscono rimorchi, allestiscono caravan, realizzano casse e biglietterie, organizzano manutenzione, restyling e rottamazione delle giostre troppo datate. È così che in questo territorio è nato un nuovo miracolo italiano, che produce reddito, lavoro e divertimento. Perché se è vero che i luna park tradizionali soffrono, è altrettanto vero che i grandi parchi, tematici e non, sono ancora amatissimi. Così come le ruote panoramiche, le giostre di cavalli, i labirinti degli specchi e le autoscontro. Di generazione in generazione il loro fascino si perpetua, facendo ancora sognare grandi e bambini. Anche grazie alla tecnologia, che permette a queste macchine del divertimento di diventare sempre più sorprendenti. E così le aziende italiane investono molto anche nella ricerca, con l'obiettivo di realizzare ruote sempre più alte, da gestire attraverso il controllo remoto e dotate di cabine con l'aria condizionata, accessibili anche alle persone diversamente abili. Fra le ultime nate ci sono quelle che permettono agli utenti di regolare la velocità dall'interno e di decidere il grado di rotazione fino a 360 gradi. Allo studio ci sono anche giostre realizzate con materiali più leggeri, resistenti e in grado di funzionare con le energie rinnovabili. Perché un giro di giostra è tradizione e memoria. Ma anche innovazione e futuro.

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