Rubarono le opere d'arte di Düsseldorf. Dopo 20 anni richiesta di riscatto: presi

La coppia pretendeva 200mila euro dal museo per la refurtiva

«Abbiamo le opere d'arte rubate nel vostro museo, se le volete indietro dovete pagare un riscatto». La prima volta che il responsabile del Museo del vetro di Düsseldorf, in Germania, ha letto queste parole sulla sua mail, ha pensato a uno scherzo o a un millantatore ma ben presto si è dovuto ricredere: troppo precise e ricche di particolari erano le informazioni che quell'uomo forniva - via mail o per telefono - sul furto avvenuto l'8 febbraio del 2000 al Kunstpalast, Glasmuseum Hentrich di Düsseldorf, per essere solo un perditempo. È iniziata così la trattativa tra chi diceva di essere in possesso delle cinque opere rubate e i dirigenti del museo, che ha portato all'arresto di uomo - Thomas Steineck, 67 anni - di origini tedesche che fino al 2015 viveva a Gorzegno, piccolo paese langarolo, dove era conosciuto con il soprannome di «avvocato», per la sua abitudine di presentarsi in pubblico come esperto di diritto e da dove era scappato per i troppi creditori che venivano a bussare alla sua porta per farsi pagare i tanti debiti accumulati.

Con lui è stata arrestata la sua compagna, Rita Bulling, 63 anni. La coppia viveva in una masseria a Dego, in provincia di Savona e sulle loro tracce i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Torino, sono arrivati dopo una certosina attività investigativa, coordinata dal pm Laura Deodato della Procura di Asti. Dopo il colpo, per anni non si era più saputo nulla della refurtiva, il cui valore si aggira sui 700 mila euro, fino a quando sono arrivate al museo mail e telefonate che chiedevano 200mila euro per restituire le cinque opere d'arte. La città indicata per lo scambio Alba. Dopo un incontro tra personale dell'Ambasciata tedesca e responsabili del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, gli inquirenti decidono di organizzare un'operazione sotto copertura per intervenire durante lo scambio tra merce rubata e denaro.

I carabinieri, però, ancor prima dell'incontro avevano individuato la coppia tedesca, grazie a una ricerca accurata basandosi solo su pochi indizi: due indicazioni che l'arrestato si era lasciato sfuggire durante le telefonate intercettate e che lo hanno tradito, ossia il suo cognome vero dopo che per settimane ne aveva dato uno falso e il debole per i cavalli che diceva di accudire nella sua masseria. Localizzate le celle telefoniche dalle quali arrivavano le telefonate, gli investigatori hanno iniziato a perlustrare il vasto territorio dove le colline di Langa sconfinano nella vicina Liguria, individuando così i Bonnie e Clyde tedeschi. Durante lo scambio in un hotel imbottito dal Ros di cimici e telecamere, nonché carabinieri infiltrati che si fingono personale dell'albergo, la coppia è stata arrestata per tentata estorsione e ricettazione. Tra le opere recuperate c'è anche un prezioso vaso in vetro calcedonio realizzato nel 1462 con una tecnica inventata dai maestri del vetro di Murano. Quella brocca era stata dichiarata dalla fine degli anni Sessanta patrimonio nazionale tedesco. Nell'udienza di convalida l'uomo ha spiegato di aver acquistato la collezione a Parigi da un collezionista olandese che a sua volta l'aveva acquistata da un collezionista polacco. Di questi scambi però non esiste traccia, tanto meno un certificato di provenienza e autenticità

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