Dalla Russia con terrore. Aumento di contagi tra i tifosi dell'Europeo

Dopo le polemiche su Wembley, almeno 120 casi tra i finlandesi rientrati da San Pietroburgo

Dalla Russia con terrore. Aumento di contagi tra i tifosi dell'Europeo

La «variante russa» spaventa l'Europa e gli Europei. Intesi come torneo calcistico. Dopo le polemiche su Wembley e il boom dei casi a Londra, le partite disputate a San Pietroburgo potrebbero essere una delle cause principali dell'impennata di contagi Covid degli ultimi giorni nel Paese: 21.665 casi nella sola giornata di venerdì, 1.300 in più del giorno precedente e oltre il doppio dei 9.500 riportati il 1° giugno. E il numero dei morti, ben 619, è il più alto dal 24 dicembre scorso.

Numeri che sono particolarmente alti non soltanto a Mosca, che sin dall'inizio è la capitale russa del Covid, ma anche a San Pietroburgo, dove venerdì si sono contati 107 morti per il virus, il numero più alto in ventiquattr'ore in una sola città russa dall'inizio della pandemia. Colpa della variante indiana ormai nettamente prevalente, della campagna vaccinale che procede a rilento malgrado la Russia sia stata la prima nazione ad aver registrato un vaccino anti-Covid, lo Sputnik V (di cui ieri il ministro per la Salute Mikhail Murashko ha annunciato la distribuzione della versione «light», ovvero monodose) e colpa delle sei partite dell'Europeo disputate nella città sulla Neva: Belgio-Russia il 12 giugno, Polonia-Slovacchia il 14, Finlandia-Russia il 16, Svezia-Slovacchia il 18, Finlandia-Belgio il 21 e Svezia-Polonia il 23, con un numero di spettatori che è andato dal minimo di 11.525 di Svezia-Slovacchia ai 26.264 di Belgio-Russia. Partite che hanno lasciato strascichi pesanti: l'Istituto per la Salute e il Welfare di Helsinki ha registrato un aumento di casi di coronavirus in Finlandia tracciati su tifosi di calcio tornati dalle due partite che la nazionale biancazzurra ha disputato al St Petersburg Stadium. Si stima che almeno 2mila finlandesi si siano recati nella città russa, che dista appena duecento chilometri dal confine con la Finlandia. Al valico di Vaalimaa martedì, il giorno dopo la partita con il Belgio, si è creato un tale ingorgo di tifosi che le autorità non hanno potuto testare tutti e hanno consentito loro di rientrare solo a condizione che si sottoponessero a un tampone al rientro nella propria regione. Si calcola che almeno 120 di loro siano risultati positivi al Covid al rientro, ma il numero è destinato a salire visto che molti tamponi devono ancora essere processati. «È importante che tutti vengano testati, questo aiuterà a identificare possibili casi e prevenire la diffusione del virus», ha ammonito il primo ministro finlandese Sanna Marin. Le autorità sanitarie finlandesi avrebbero collegato alcuni dei contagi a una birreria in stile tedesco a San Pietroburgo dove molti tifosi hanno mangiato e bevuto.

Stesso discorso per la Danimarca. Il ministero della Salute di Copenaghen ha annunciato che 16 tifosi sono risultati positivi dopo aver assistito alla sfida contro la Russia nella capitale danese il 21 giugno, di cui quattro con la variante Delta. Nove tifosi erano risultati positivi alla variante Delta dopo il match con il Belgio del 17 giugno. Ci sono preoccupazioni per il fatto che San Poetroburgo ospiterà una settima partita il prossimo 2 luglio: uno dei quarti di finale tra le vincenti di Francia-Svizzera e di Croazia-Spagna

In Russia la situazione è tutt'altro che tranquillizzante: nella capitale Mosca, dove il 90 per cento dei nuovi contagi è provocato dalla variante delta, il sindaco Sergei Sobyanin ha deciso che da lunedì sarà consentito l'accesso ai ristoranti soltanto a clienti vaccinati o a chi sia guarito dal Covid o infine a chi possa esibire un test negativo. Già diciotto regioni russe hanno reso le vaccinazioni obbligatorie per gli impiegati di alcuni settori.

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