"È esattamente come ci aspettavamo". Mark Rutte, che con l'arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca ha affiancato l'incarico di segretario generale della Nato al ruolo di "pompiere" per le incendiarie bordate del presidente Usa nei confronti degli Alleati, tenta di minimizzare. Eppure, l'annuncio del Pentagono, di un taglio delle brigate Usa in Europa da quattro a tre, riportando i livelli ai valori del 2021, per quanto "atteso", segna un nuovo capitolo nei complicati rapporti tra l'attuale amministrazione americana e gli alleati del Vecchio Continente.
La decisione, ha spiegato una nota del dipartimento della Difesa americano, "è il risultato di un processo esaustivo e articolato su più livelli, incentrato sul posizionamento delle forze statunitensi in Europa. Ciò comporta un ritardo temporaneo nello schieramento delle forze americane in Polonia, Paese che rappresenta un alleato modello per gli Stati Uniti". E ancora, "il dipartimento determinerà la destinazione finale di queste e altre forze statunitensi in Europa sulla base di un'ulteriore analisi dei requisiti strategici e operativi degli Stati Uniti, nonché della capacità dei nostri alleati di contribuire con le proprie forze alla difesa dell'Europa". Che sia il risultato dell'annunciata "ritorsione" della Casa Bianca contro il mancato sostegno europeo alla guerra contro l'Iran, o piuttosto l'onda lunga "dell'agenda America First del presidente Trump in Europa e in altri teatri operativi", si vedrà nelle prossime settimane e mesi, a cominciare dalla partecipazione domani del segretario di Stato Marco Rubio alla riunione dei ministro degli Esteri della Nato, in Svezia.
Il disimpegno americano, "punitivo" o meno, non ha come unico obiettivo l'Europa. È di lunedì la notizia che gli Stati Uniti sospenderanno la loro partecipazione a un organismo congiunto che coordina le consultazioni militari con il Canada. Nell'annuncio, Elbridge Colby, il sottosegretario alla Difesa Usa per le questioni politiche, ha fatto esplicito riferimento al discorso pronunciato da Mark Carney al Forum Economico Mondiale all'inizio di quest'anno, nel quale il premier canadese aveva parlato della necessità per le "potenze medie" mondiali di unirsi per contrastare l'influenza delle superpotenze Stati Uniti e Cina. Un affronto per la Casa Bianca di Trump. E proprio dalla Casa Bianca, martedì, parlando ai giornalisti, JD Vance aveva affrontato l'argomento rispondendo alla domanda di un giornalista polacco, che domandava il perché della cancellazione del dispiegamento di ulteriori 4mila militari Usa in Polonia, come precedentemente era stato stabilito. "Quello che stiamo cercando di fare è promuovere l'indipendenza e la sovranità europea. Vogliamo che l'Europa si assuma maggiori responsabilità per la propria integrità territoriale e si impegni in modo significativo", aveva risposto il vicepresidente americano. "Non abbiamo ridotto il numero delle truppe in Polonia. Quello che abbiamo fatto è stato posticipare un dispiegamento previsto.
Non si tratta di una riduzione, ma di un normale rinvio della rotazione", aveva insistito Vance. "Gli Stati Uniti non possono essere il poliziotto del mondo. Vogliamo essere buoni alleati, ma l'Europa deve essere in grado di camminare sulle proprie gambe".