Il sì al Conte bis al voto su Rousseau fa litigare il M5S.

L'accordo Pd-M5S sarà sottoposto al voto degli iscritti al M5S, come annunciato da Di Maio. Ma diversi parlamentari pentastellati non condividono questa scelta e la criticano duramente. Il Movimento precisa: "La storia della rivolta è una fake news"

Il sì al Conte bis al voto su Rousseau fa litigare il M5S.

Nella ridda di voci (più o meno incontrollate) di queste ore concitate di consultazioni, emerge una sostanziale spaccatura in seno al Movimento 5 Stelle. Vediamo subito di cosa si tratta. Luigi Di Maio ha annunciato che l'accordo con il Pd verrà sottoposto al voto sulla piattaforma Rousseau, per dare modo agli iscritti del Movimento di decidere, dando il via libera, o meno, al nuovo governo. Mossa che ha creato non poci mal di pancia nel Pd (e sicuramente anche al Quirinale). Ma a sorpresa emerge che non tutti, in seno al M5S, sposano la scelta di Di Maio.

Alcuni parlamentari pentastellati oltre a disapprovare quersta decisione chiedono di ritirare la votazione e, fanno sapere che non vi sarebbe stata alcuna decisione in tal senso durante la riunione tra i gruppi parlamentari M5S. La deputata Flora Frate, come riporta l'agenzia Adnkronos, osserva che "sono emersi molti pareri negativi (su Rousseau, ndr). Cincolare il Conte bis all'esto di un voto su una piattaforma gestita da una società privata, senza alcuna garanzia di trasparenza, è una scelta assurda". Sulla stessa linea il deputato Michele Nitti: La votazione sulla piattaforma non è, in questo momento, lo strumento più opportuno".

Uno degli interventi più applauditi ieri sera è stato quello del questore della Camera, Federico D’Incà, che ha sollevato in modo critico la questione della tempistica legata al voto su Rousseau.

Dal Movimento 5 Stelle, però, smentiscono che vi sia una rivolta. I capigruppo Francesco D'Uva e Stefano Patuanelli dicono che "è una fake news la notizia secondo cui ci sarebbe una rivolta degli eletti circa il voto su Rousseau. Chi ha scritto questa falsità sa bene che sta parlando dell'opinione di 4 o 5 persone. Ad ogni modo, nel rispetto della consueta grammatica istituzionale del voto - che ricordiamo decide il capo politico, secondo quanto prevede lo statuto - è stato informato anche il presidente Conte che conviene su questa tempistica".

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