"Salvare le vite e l'economia". Critiche a BoJo l'"equilibrista"

"Sarà un percorso a ostacoli fino a Natale e oltre". Lo ha ammesso candidamente, Boris Johnson

«Sarà un percorso a ostacoli fino a Natale e oltre». Lo ha ammesso candidamente, Boris Johnson, nell'intervista televisiva rilasciata ieri alla Bbc, in cui ha illustrato l'approccio «bilanciato» del governo per combattere il virus per «salvare vite» e allo stesso tempo «proteggere l'economia». Lo stesso approccio che il Regno Unito ha sempre adottato e che durante la prima ondata di Covid l'ha portato a essere il Paese europeo con il maggior numero di morti. Ora che nel Paese sono stati registrati più di 13mila casi in un giorno e che il premier si sente sotto bersaglio di feroci attacchi trasversali, Johnson è tornato sulla scena, lanciando per l'ennesima volta dei messaggi contrapposti. Se da una parte ha avvertito che «sarà un inverno molto duro per tutti noi», dall'altra ha invitato le persone ad «agire senza paura seguendo il proprio buon senso» insistendo sul fatto che «una primavera del tutto differente» da quella del 2020 è dietro l'angolo. Il primo ministro ha difeso le restrizioni che hanno costretto alla chiusura il Nord dell'Inghilterra spiegando che «era l'unica cosa da fare per far sì che tutto questo finisca il prima possibile» e il sistema di test e tracciamento fortemente criticato anche ieri dal laburista Keith Starmer. «Non era perfetto e questo è stato frustrante - ha detto BoJo - ma adesso che il numero dei tamponi è aumentato, ha un impatto significativo nella guerra al Covid». Di certo l'opposizione non la pensa così. Sull'Observer Starmer ha spiegato che il governo ha perso il controllo della gestione della pandemia e dopo l'intervista alla Bbc, il ministro ombra alla Sanità Alex Norris ha rincarato la dose: «Ha gettato via l'opportunità per esporre una strategia seria e riguadagnare la fiducia del pubblico su come il governo sta affrontando questa crisi». E mentre anche tra i colleghi di partito si fanno sentire mugugni e voci dissenzienti, a non aiutare il primo ministro il comportamento dell'anziano genitore. Il padre di Boris si è fatto fotografare per due volte in una settimana privo di mascherina in due luoghi chiusi. La prima mentre faceva spese in un negozio e la seconda seduto nella sala d'aspetto di un aeroporto. Chissà se il figlio gli avrà fatto una bella lavata di capo dopo essere stato avvisato dei fatti. Forse una multa, anche salata visto la recidiva, avrebbe fatto finalmente risalire il consenso dell'opinione pubblica.

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