Salviamo il soldatino Barron

Salviamo il soldatino Barron

Riuscirà Donald Trump a salvare, oltre che gli Stati Uniti, anche suo figlio Barron? Da quando suo padre è diventato presidente, un disgustoso miscuglio di cattivi sentimenti, invidie sociali, frustrazioni personali, rimasticature psicologiche dozzinali, viene sparato sulla stampa internazionale contro questo decenne dall'aria pensierosa. Fa impressione vedere lo scarso controllo delle proprie fantasie e aggressività verso questo ragazzino imbarazzato. Figlio perplesso di un padre estroverso e potente, indifeso di fronte a un copione che non prevede il suo assenso, ma lo vede attore obbligato di riti che vanno celebrati per legge e perché così è uso. E sconcerta vedere come i difensori professionali dei deboli, anziché provare tenerezza verso un bambino tolto alla spontaneità dell'infanzia dai riti istituzionali, si lanci senza vergogna in diagnosi crudeli e avventate, in previsioni catastrofiche che per fortuna nulla possono dirci di Barron Trump, capace di rimanere misterioso nel suo infantile mistero, mentre raccontano moltissimo della cattiveria degli scriventi, della loro ignoranza e assenza di rispetto per gli altri, in particolare dell'infanzia, la promessa di vita di cui dovremmo essere tutti attenti custodi.

Eppure le ragioni per essere solidali con Barron sono molte. Questo bambino è figlio del leader politico più potente del mondo, una delle prime star del sistema di comunicazione mondiale. Non è semplice per un bimbo. Il piccolo John Kennedy, quello che nella foto esce gattonando dallo sportello della scrivania presidenziale alla Casa Bianca, pur avendo qualità non ebbe vita semplice. Chelsea Clinton, e le figlie di George W. Bush, furono molto infastidite dalle invasioni della stampa (assai più leggere di quelle verso Barron). In ogni epoca e cultura si sa che troppi sguardi su di sé, soprattutto nel delicato periodo dell'infanzia e adolescenza fanno tutt'altro che bene, anche per la potenza dei cattivi sentimenti di cui sono portatori. Ciò spiega la ferrea riservatezza che ha sempre protetto la privacy degli eredi dei potenti, in ogni cultura della storia.

D'accordo, l'America e il mondo occidentale sono democratici ed estroversi. Ma anche le aristocrazie non erano stupide. Salviamo l'incolpevole e riluttante soldatino Barron Trump.