Salvini, la giacca di CasaPound e l'ossessione rossa per i "fasci"

Su Repubblica un articolo sul leader leghista in "versione ultrà" con la giacca "simbolo di CasaPound". E torna ad agitare lo spettro del fascismo

Salvini, la giacca di CasaPound e l'ossessione rossa per i "fasci"

Ieri pomeriggio, lasciando il ristorante nel cuore di Roma, dopo aver pranzato in compagnia del figlio, Matteo Salvini aveva rivelato ai cronisti che non sarebbe stata soltanto una giornata di politica. "Questa sera - aveva poi annunciato - andrò allo stadio a vedere la partita del Milan all'Olimpico, con mio figlio perché glielo ho promesso e voglio mantenere questa promessa. È il suo regalo di compleanno". Peccato che la serata sia stata ugualmente buttata in politica da Repubblica che oggi l'ha attaccato per aver indossato una giacca di un marchio, Pivert, legato a CasaPound. Abbastanza per annoverare il leghista tra "i fascisti del terzo millennio".

È sempre la solita ossessione della sinistra: la corsa folle a vedere "rigurgiti di fascismo" ovunque. Anche su una giacca blu "di gran moda tra i giovani neofascisti, non solo della Capitale". Il capo di abbigliamento indossato da Salvini ieri sera all'Olimpico non sfoggia mica siboli destrorsi. Niente celtica, tanto per intenderci. Solo un pic vert, un piccolo picchio. Eppure per Repubblica potrebbe non essere un caso che il leader del Carroccio, in queste ore alle prese con Luigi Di Maio nella formazione del nuove governo, abbia scelto di indossare proprio quella giacca lì mentre sedeva nel settore vip dell'Olimpico. Tanto che gli si arriva a rinfacciare di non essersi vestito elegante come tutti gli altri preferendo, appunto, "la versione ultrà".

La Pivert è un'azienda italiana con negozi sia nel Belpaese sia all'estero. Quello che non va giù a Repubblica è che il titolare sia Francesco Polacchi che, oltre a essere stato il responsabile nazionale di Blocco Studentesco, è finito nei guai sia per gli scontri del 2008 in piazza Navona sia per il blitz di CasaPound contro il sindaco di Milano Giuseppe Sala l'anno scorso. Non solo. Non potendosi rifare sull'iconografia fascista, che sui capi Pivert non c'è, ecco che l'articolo va a pungolare le pubblicità del marchio in cui ci sono "ragazzi coi capelli rasati ritratti davanti al Vittoriale o all'Altare della Patria". Abbastanza per Repubblica per andare a rivangare una manifestazione contro l'immigrazione clandestina fatta quattro anni fa con CasaPound. "Forse - conclude il quotidiano - il giubbino Pivert di Salvini è un regalo di quella stagione politica".

Perché Salvini abbia indossato una giacca Pivert, non lo sappiamo. Forse ieri sera, allo stadio, faceva fresco. Non sappiamo nemmeno perché se la sia comprata. Magari gli piaceva e basta. Ma per Repubblica, che da mesi ormai fa "inchieste" per denunciare il ritorno del Ventennio, anche una k-way è sufficiente per "smascherare" un camerata. D'altra parte per la sinistra si sta avverando "il peggior incubo dopo il Fascismo": un governo targato Matteo Salvini.

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