Salvini insiste: colpa delle Ong. E Di Maio attacca la Francia

Il vicepremier: "Colonizzano l'Africa, vanno sanzionati". Scontro nei 5s. L'ex De Falco: "Porti chiusi? Fuori le carte"

Ha le spine nel cuore, papa Francesco. E la sua preghiera dolente cala nell'Angelus domenicale: «Penso alle 170 vittime del naufragio nel Mediterraneo... cercavano futuro per la loro vita. Vittime forse di trafficanti. Preghiamo per loro e per coloro che hanno responsabilità per quello che è successo». Lutto avvertito da molti, persino tra i cuori di pietra della politica, oggi. Il candidato leader del Pd, Nicola Zingaretti, se ne fa scudo per dire che «nulla è risolto». La presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati, ricorda come il Mediterraneo debba essere «un mare di pace, non una fossa comune». Ma le polemiche sulla nuova ecatombe di migranti non scalfisce alcune certezze del governo, come quelle di Salvini. «Quando le Ong tornano davanti alla Libia ripartono i barconi. Mi sento colpevole? No, meno persone partono, meno persone muoiono. Mai sarò complice dei trafficanti di esseri umani, che con i loro guadagni investono in armi e droga, e delle Ong che non rispettano regole e ordini». Sillogismo rifiutato in toto tanto dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, quanto dal senatore ex 5s Gregorio De Falco, che con altre due «ribelli» del M5s, Paola Nugnes ed Elena Fattori ha presentato un'interrogazione diretta a Salvini e Toninelli per «conoscere quali siano i provvedimenti emanati per la chiusura dei porti»: «Le Ong non incoraggiano gli scafisti, è una tesi smentita dai fatti».

È però sulla questione delle responsabilità che l'altro versante della maggioranza, quello grillino, apre un nuovo fronte che non mancherà di infiammare ulteriormente la campagna elettorale delle Europee. «Quello che sta succedendo nel Mediterraneo - osserva Luigi Di Maio - è frutto delle azioni di alcuni Paesi... Macron prima ci fa la morale e poi continua a finanziarsi il debito pubblico con i soldi con cui sfrutta i Paesi africani». Abbandona la retorica del cordoglio e l'ipocrisia delle «lacrime di coccodrillo», il vicepremier, per soffermarsi sulle cause: «Se oggi c'è gente che parte, è perché alcuni paesi europei con in testa la Francia non hanno mai smesso di colonizzare l'Africa. Ci sono decine di Paesi africani in cui la Francia stampa una propria moneta, il franco delle colonie, e con quella moneta si finanzia il debito pubblico francese. Se la Francia non avesse le colonie africane, perché così vanno chiamate, sarebbe la quindicesima forza economica mondiale. Invece è tra le prime grazie a quello che combina in Africa. La Ue dovrebbe sanzionare la Francia e tutti quei paesi che stanno impoverendo l'Africa e stanno facendo partire quelle persone, perché il luogo degli africani è in Africa e non in fondo al Mediterraneo. L'Italia si deve far sentire». Sul tema, annuncia, la prossima settimana i grillini lanceranno un'iniziativa parlamentare.

Accuse che certo non agevoleranno lo stato dei rapporti nell'Unione, ma che non mancheranno appunto di rendere cruenta la sfida tra sovranisti e «anti-sovranisti», dei quali non a caso il presidente francese Macron rappresenta il massimo punto di riferimento. Però, almeno in Italia, non mancano sostegni alla crociata del governo: «Finalmente anche la sinistra, da Di Maio a Fassina, si accorge del fatto che alla base dell'immigrazione c'è anche il neocolonialismo francese in Africa e l'usura fatta con la moneta coloniale Franco CFA, come Fratelli d'Italia denuncia da mesi in totale solitudine», rivendica su Facebook la leader Giorgia Meloni. Che pungola il premier: «Perché quando qualche settimana fa è stato in Niger, non ha posto il problema dello sfruttamento dell'uranio da parte di una multinazionale francese? Sveglia ragazzi, siete al governo...».

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