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Salvini: "Non esca più...". Pure a sinistra ci ripensano

Il leader della Lega: "Parole allucinanti". E anche nel Pd qualcuno ora cambia idea. De Pascale: "Ridurre l'enorme mole di clandestini"

Salvini: "Non esca più...". Pure a sinistra ci ripensano
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"Mi sono divertito, lo rifaccio appena esco". Le parole shock pronunciate da Lamim Saidilly, il 22enne del Gambia che sabato scorso ha colpito senza motivo con una ventina di coltellate un uomo fuori da un bar in zona San Siro a Milano hanno suscitato un'ondata di indignazione. Arrestato dalle forze dell'ordine per tentato omicidio, ha pronunciato la frase rivolgendosi agli agenti della polizia di Stato mentre veniva arrestato e ammanettato. Parole che si vorrebbero derubricare a un disagio psichico del gambiano ma che, come nel caso dell'attentato di Modena in cui un immigrato di seconda generazione avevano falciato le persone con la sua auto, dimostrano il fallimento di un modello di immigrazione senza limiti e la mancata integrazione di queste persone.

A scagliarsi contro il gambiano è stato il vice premier Matteo Salvini secondo cui sono "Parole allucinanti. Si è divertito e lo rifarebbe? Che non esca più dal carcere allora!".

Per il parlamentare di Fratelli d'Italia Riccardo De Corato invece "le parole dell'attentatore sono gravissime" e ha aggiunto "è più che evidente che tale individuo è estremamente pericoloso. Poco importa se è affetto da una malattia mentale come sicuramente i buonisti di sinistra si affretteranno a dire. Saidilly sia rinchiuso in un manicomio criminale e lì trattenuto il più a lungo possibile per il bene e la sicurezza di tutti i cittadini".

Se le dichiarazioni dei rappresentanti dei partiti di destra sono inflessibili di fronte a quanto accaduto e a ciò che ha detto l'accoltellatore gambiano, qualcosa inizia a muoversi anche a sinistra.

Mentre una parte della sinistra più radicale continua a ignorare o addirittura a negare il problema dell'immigrazione irregolare, c'è invece chi anche a sinistra sta aprendo gli occhi accorgendosi che così non si può più andare avanti.

Non solo l'ex governatore della Campania Vincenzo De Luca che aveva dichiarato in tempi non sospetti per i progressisti "l'immigrazione senza regole è insostenibile" ma anche figure come Giorgio Gori che nei mesi passati ha criticato apertamente la linea del partito sul tema.

La novità arriva però non da una regione qualsiasi ma dall'Emilia Romagna feudo della sinistra.

Intervenendo a Otto e Mezzo su La7, il presidente dell'Emilia Romagna Michele De Pascale ha dichiarato: "Io penso che questa enorme mole di clandestini vada ridotta" e "se uno è clandestino e ha anche commesso un reato ha tradito qualsiasi tipo di fiducia nel nostro paese". Nel suo intervento ha sostenuto che la presenza degli immigrati debba essere gestita da un lato mettendo in regola le persone "che vogliono lavorare, e sono tantissime" e dall'altro espellendo dal paese chi è irregolare e compie crimini. L'utilizzo del termine "clandestino" ha suscitato nei suoi confronti critiche dalla sinistra più radicale.

Allo stesso modo per il suo predecessore Stefano Bonaccini "Gli italiani si sentono sempre meno sicuri e il tema della sicurezza deve essere in cima all'agenda del Pd.

La sinistra non lasci il tema della sicurezza alla destra e lo assuma come priorità nella propria agenda".

Ora che i problemi di sicurezza legati all'immigrazione sono sotto gli occhi tutti e perciò non più negabili, anche la sinistra non può continuare a far finta di nulla.

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