Scorta alla Segre, Salvini: "Anche io ricevo minacce"

Il leader della Lega poi tuona contro il governo sul caso ex Ilva: "Abbiamo il dovere di mandare a casa questi pericolosi incompetenti"

Scorta alla Segre, Salvini: "Anche io ricevo minacce"

Matteo Salvini commenta l'assegnazione della scorta alla senatrice a vita Liliana Segre, dopo l'ammissione di ricevere oltre 200 messaggi di odio al giorno sui social network: "Anche io ricevo minacce, ogni giorno. Le minacce contro la Segre, contro Salvini, contro chiunque, sono gravissime".

A margine della manifestazione di Coldiretti a Montecitorio dopo l'allarme scattato in Lombardia per l'invasione dei cinghiali e degli altri animali selvatici che rischiano di distruggere i raccolti agricoli, il leader della Lega ha lanciato l'idea di un piano per l'abbattimento: "Tra un pò i cinghiali ci entrano in camera da letto. Bisogna abbattere quello che la natura vuole che torni dai propri spazi. La campagne e le città vanno gestite e non da qualche ambientalista da salotto". C'è da considerare appunto l'esigenza di un ripristino dell'equilibrio della natura: "Nessuno di noi ma è cattivo, ma mi sembra un diritto difendere le proprie bestie e i propri raccolti". Dunque c'è la necessità di un "piano di ridimensionamento e abbattimento di quella che è ormai diventata una calamità naturale".

"Governo di incapaci"

L'ex ministro dell'Interno è intervenuto anche sul caso ex Ilva, attaccando duramente e senza mezzi termini l'esecutivo giallorosso: "Abbiamo al governo dei pericolosi incapaci. Non ho più parole per un governo di pericolosi incompetenti. Abbiamo il dovere di mandarli a casa. Prima vanno a casa meglio è". Nel suo mirino è finito soprattutto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte: "Ho smesso da tempo di credergli...". Ha poi tuonato nuovamente contro M5S e Pd: "O tornano indietro e chiedono scusa o sarà per l'Italia un danno irreparabile. Se Ilva dovesse morire se lo portano sulla coscienza. Poi andassero a Taranto. La prossima non vorrei che fosse Alitalia". E li ha definiti dei "matti" poiché "un governo normale" si sarebbe dovuto porre il problema già in precedenza: "Chi ci mette i soldi? Con quale commissario? Quale piano industriale?".

La Lega si è detta pronta a discutere per tentare di trovare una soluzione: "Se ci saranno proposte utili per salvare posti di lavoro la Lega ci sarà". Ma Salvini ha ribadito come a oggi "non abbiamo ancora capito nulla". Dal suo canto "bisognerebbe tornare indietro, allo scudo proposto, promesso e votato".

Intanto l'Italia sta dando "un'immagine pessima al mondo: così gli imprenditori penseranno che l'Italia sia un Paese di truffatori, con i governi che firmano gli accordi e poi li disdicono".

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