Salvini raduna i sovranisti a Milano. Ma Orban e Le Pen non ci saranno

Al convegno dell'8 aprile all'Hotel Gallia non ci saranno Marine Le Pen, Viktor Orban e Harald Vilimsky non saranno presenti

Salvini raduna i sovranisti a Milano. Ma Orban e Le Pen non ci saranno

La Lega chiama a raccolta i sovranisti europei a Milano e per Matteo Salvini è l'inizio ufficiale della campagna elettorale per le elezioni europee. Una campagna in cui il vice premier punta a riunire il fronte a destra del Partito popolare europeo e che vede coinvolti diversi esponenti e movimenti, dai "ribelli" del Ppe come Viktor Orban ai francesi di Rassemblement National agli austriaci del Partito della Libertà (Fpoe).

Come riportato da Adnkronos, Marco Zanni, responsabile Esteri della Lega, ha dichiarato: "Lunedì Matteo Salvini lancerà in conferenza stampa la sua chiamata all'unità di tutti i partiti che vogliono cambiare questa Europa e che oggi sono presenti al parlamento Ue pur non essendo nel nostro gruppo politico". Il rappresentante leghista ha poi aggiunto: "Nessuna divisione, nessuno sgarbo, ma un primo passo per allargare la nostra famiglia". Una famiglia che però fatica a ancora a trovare una vera e propria definizione sia programmatica che di appartenenze. Tanto è vero che lo stesso incontriomilanese parte con alcuni dubbi. O meglio, non proprio con quegli squilli di tromba che si preannunciavano. Anche se dal Carroccio arrivano rassicurazioni: "Nessuna diserzione".

La questione nasce infatti dall'assenza sia Orban, Marine Le Pen e gli austriaci con Harald Vilimsky. Il leader ungherese non parteciperà al raduno lombardo per non rompere con il Partito popolare europeo. Marine Le Pen non sarà a Milano perché impegnata in campagna elettorale nel sud della Francia. Mentre, come riporta Repubblica, Vilimsky non sarà al meeting per un motivo diverso: perché a rappresentare il gruppo dell'Europa delle Nazioni e della Libertà sarà Salvini. Una spiegazione che sa di benedizione in vista delle europee per un Salvini fornt-man del blocco sovranista.

E intanto è arrivata anche una battuta di Mario Borghezio: "La capacita di Salvini di esprimere il nuovo e di indicare i temi rispetto a Marine Le Pen è di 100 a uno perché è il più bravo a fare il ministro ed essere in permanente campagna elettorale, di stare in mezzo alla gente e di interessare contemporaneamente Putin e Trump. Non è più il vecchio ghetto dei nostalgici. O questi si mettono sulla sua lunghezza d'onda o stanno indietro".