Salvini smonta il piano Di Maio. E la Lega rilancia i voucher

Il ministro dell'Interno invade le competenze dell'alleato: non metta vincoli all'economia. Le imprese applaudono

Salvini smonta il piano Di Maio. E la Lega rilancia i voucher

Bagno di folla in una platea amica, a base di standing ovations e di quaranta minuti a farsi i selfie in una ressa indescrivibile («Tranquilli, non ho fretta»). Ma per Matteo Salvini la mattinata milanese al Festival del Lavoro - la convention dei consulenti aziendali - è anche l'occasione per lanciare una stoccata esplicita all'alleato di governo, su un tema che oltretutto rientra pienamente nelle competenze del vicepremier grillino, Luigi Di Maio. Il ministro del Lavoro e dello sviluppo, come è noto, sarebbe proprio Di Maio. Ma Salvini ne invade senza riguardi il terreno d'azione contestando il «Decreto Dignità», la controriforma del mercato del lavoro che negli annunci di Di Maio dovrebbe soppiantare il Jobs Act del governo Renzi.

«Con gli amici dei Cinque Stelle - premette il ministro dell'Interno - lavoriamo bene perché sono gente onesta, concreta, e positiva. Su alcuni dossier abbiamo visioni diverse come sulle infrastrutture: per me c'è bisogno di correre, lavorare, commerciare». Poi la stoccata: «Capisco la voglia di Di Maio, ben fondata, di limitare il lavoro precario. Ma attenzione che nel nome della lotta al precariato non si danneggino gli interessi dei lavoratori e delle imprese costringendoli al nero perché subissati da troppi vincoli. I voucher, lo dico spassionatamente, sono stati cancellati ipocritamente per scelta politica».

La platea di consulenti del lavoro si spella le mani, «questo non è un professore come Monti». Ma intanto le parole di Salvini hanno già fatto irruzione nel dibattito politico, perché sembrano aprire un nuovo fronte interno al governo «gialloverde»: oltretutto, riabilitando una delle creature del governo di Renzi più invise ai grillini, quei voucher poi aboliti per paura del referendum della Cgil.

Che il tema sia caldo, lo dimostra la rapidità con cui l'assist di Salvini viene raccolto da un altro ministro leghista, il titolare dell'Agricoltura Gian Marco Centinaio: «Bene ha fatto il ministro Salvini a toccare il tema dei voucher. Al ministero abbiamo studiato e siamo pronti per reintrodurli perché utili per combattere il lavoro in nero e rendere più efficaci i controlli. Il datore di lavoro potrà beneficiare di prestazioni lavorative in piena legalità e con coperture assicurative in caso di eventuali incidenti mentre il lavoratore riceverà non solo un compenso esente da tasse ma potrà accumulare i contributi finalizzati ai trattamenti pensionistici». E subito dopo arriva il plauso a Matteo Salvini delle associazioni imprenditoriali più coinvolte dai voucher, la Coldiretti e la Confesercenti.

«In campagna sono iniziate le raccolte e presto ci sarà la vendemmia - dice il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo - con i voucher circa 50mila posti di lavoro occasionali possono essere recuperati con trasparenza»: e ricorda che secondo i sondaggi il 68 per cento dei giovani italiani sarebbe pronto a partecipare alla stagione del raccolto. «L'abolizione improvvisa dei voucher ha cancellato occasioni di lavoro per circa 400 mila persone», fa eco Confesercenti, che attacca apertamente i vincoli del «Decreto Dignità».

Insomma, se Salvini ha fatto una invasione di campo, dagli spalti sono arrivati per adesso solo applausi. E diventa interessante ascoltare oggi cosa replicherà Luigi Di Maio, atteso sullo stesso palco da cui il collega di governo gli ha lanciato ieri il guanto di sfida.