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Santoro in campo per sfidare i dem, lancia la lista dei forcaioli anti-Usa

Il teletribuno lavora al rassemblement con De Magistris, Bompiani, La Valle, Vauro e Capanna. Ma tra loro è già scoppiata la guerra e l'ex sindaco Luigino si sfila

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Vogliono la pace ma già si fanno la guerra tra di loro. Partiamo dalla notizia. Michele Santoro, Raniero La Valle, Luigi De Magistris e Ginevra Bompiani si sono dati appuntamento al Caffè della Versiliana «per dare una rappresentanza al popolo della Pace». «E se spuntasse un Arcobaleno?», il titolo dell'evento promosso dall'ex conduttore. L'appuntamento di Marina di Pietrasanta, spiega Santoro, «è un appello per rendere visibile il popolo del no alle armi». Il volto simbolo dell'antiberlusconismo catodico dice che bisogna capire «se vale la pena presentare una lista alle elezioni europee». E però De Magistris, l'alter ego pacifista di Santoro, già frena. «Non nascono liste, l'obiettivo è far capire che tutti gli altri temi, dall'inflazione al caro-energia, non si risolvono senza la fine della guerra», ha fatto sapere l'ex sindaco di Napoli. La verità è che il fronte pacifista è vasto e frastagliato più che mai. Ed ecco le prime voci su una rivalità tra Santoro e De Magistris. Con il secondo che preferirebbe correre alle europee con il «suo» logo Unione Popolare, che già si era presentato alle elezioni politiche dell'anno scorso raccogliendo l'1,4%. Meglio soli che male accompagnati, soprattutto se di mezzo c'è un personaggio ingombrante come il giornalista. «Uno che potrebbe mettere in ombra l'ego di De Magistris», guerreggiano dal fronte della Pace.

A completare il quadretto per niente pacifico ci sono due storici esponenti della sinistra anti-occidentale. D'altronde, come spiegò Marco Pannella in un'intervista al Corriere della Sera del 1991, «il pacifismo in questo secolo ha prodotto effetti catastrofici, convergenti con quelli del nazismo e del comunismo». Detto da uno che di non violenza se ne intendeva. Sicuramente pacifista ma poco pacifica è la scrittrice Ginevra Bompiani, al fianco di Santoro alla Versiliana. Eccola, il 17 maggio scorso, attaccare in diretta tv il presidente dell'Ucraina aggredita dalla Russia: «L'Italia è suddita, Zelensky era un mediocre attore ed è diventato un grande manipolatore». Non male per l'intellettuale figlia di Valentino Bompiani, fondatore dell'omonima casa editrice, ora diventata opinionista da talk show in quota pacifismo. L'ultimo arco del quartetto messo insieme da Santoro è Raniero La Valle. Classe 1931, giornalista cattolico progressista, è stato senatore e deputato della Sinistra Indipendente.

Ma oltre ai quattro c'è di più. Per capire chi potrebbe sostenere la lista di Santoro basta scorrere l'elenco dei vip che hanno sottoscritto l'appello per la Staffetta dell'Umanità, una serie di cortei andati in scena in tutta Italia il 7 maggio scorso. Ci sono Massimo Cacciari e Fausto Bertinotti. Mario Capanna e Donatella Di Cesare. Vauro Senesi e Padre Alex Zanotelli. Poi Moni Ovadia, Piergiorgio Odifreddi e Mimmo Lucano. Ma anche Carlo Rovelli, Alessandro Barbero e Fiorella Mannoia. Mentre tra i partiti che hanno sostenuto il cartello elettorale di De Magistris troviamo Rifondazione Comunista e Potere al Popolo. Con Santoro anche i sindacalisti di base dell'Usb. L'ex teletribuno è sicuro: «Valiamo tra il 3 e il 5%».

Ma a fare la guerra alla Staffetta ci hanno pensato gli altri pacifisti. Ovvero le sigle della «Rete italiana per il Disarmo», gruppo che coinvolge Cgil, Arci, Acli, Agesci, Legambiente, Libera. «Il protagonismo da capibanda non serve», la stroncatura di Santoro da parte della RiPD, più orientata verso i Verdi e la Sinistra, il M5s e il Pd di Elly Schlein. Difficile che i pacifisti facciano pace prima delle europee.

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