Savoini dai pm: si è avvalso della facoltà di non rispondere

Il faccia a faccia durato poco più di un'ora tra Gianluca Savoini e i pm Gaetano Ruta e Sergio Spadaro, secondo indiscrezioni, si sarebbe tenuto in una sede esterna al Palazzo di Giustizia di Milano. Savoini si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Savoini dai pm: si è avvalso della facoltà di non rispondere

Gianluca Savoini è stato interrogato dalla Procura di Milano a seguito dell'inchiesta di Buzzfeed sui presunti fondi russi alla Lega. Il Presidente dell'associazione culturalre Lombardia-Russia, leghista da sempre, ha ricevuto un invito a comparire per l'interrogatorio, che si è tenuto questo pomeriggio davanti ai pm di Milano. Secondo l'Agi, i tempi brevi (circa un'ora) del confronto tra i pm Sergio Spadaro e Gaetano Ruta e l'indagato potrebbero far supporre che il presidente dell'associazione non abbia risposto alle domande: e poco fa è arrivata la conferma che si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere. L'aggiunto Fabio De Pasquale non avrebbe partecipato all'interrogatorio.

Il faccia a faccia tra Savoini e i pm Gaetano Ruta e Sergio Spadaro, secondo indiscrezioni, si sarebbe tenuto in una sede esterna al Palazzo di Giustizia di Milano. Massima riservatezza anche da parte dell'associazione culturale Lombardia-Russa. Savoini è indagato per corruzione internazionale dopo la presunta trattativa sulla compravendita di petrolio, non andata a buon fine, avvenuta lo scorso 18 ottobre all’Hotel Metropol di Mosca e che avrebbe dovuto portare fino al 65 milioni di dollari nelle casse del Carroccio. L’inchiesta del sito americano Buzzfeed – che riprende ciò che aveva già in buona parte pubblicato L’Espresso a febbraio – non è stata in grado di determinare né l’identità dei russi che hanno partecipato all’incontro né degli accompagnatori italiani di Savoini. Né tantomeno di accertare se i soldi di cui si parla sono poi finiti effettivamente nelle casse della Lega.

Al Corriere della Sera, Gianluca Savoini ha chiarito il suo ruolo: “Io sono di Lombardia Russia, mai detto di essere emissario della Lega”. E alla domanda se il giorno prima di quell’incontro c’era stata un’altra riunione alla quale aveva partecipato anche Salvini, Savoini osserva: “C’era stato un incontro pubblico di Salvini organizzato dagli imprenditori e niente altro”. “I soldi dove sono? Ovviamente non ci sono – prosegue Savoini – e chi dice il contrario viene denunciato. Il resto è fuffa". Sebbene molti abbiano provato a dimostrare il contrario Savoini, infatti, non fa parte formalmente "dello staff di Salvini" ma ha sempre partecipato alle iniziative - soprattutto a Mosca - in qualità di presidente dell'associazione Lombardia-Russa e non ricopre all'interno del partito un ruolo specifico anche se è leghista da sempre. Come spiegato dallo staff del vicepremier "Savoini non era nella delegazione ufficiale del ministro dell'Interno partita dall'Italia. Idem il 17 e 18 ottobre 2018", date della successiva visita a Mosca. Anche al foro di dialogo Italo-russo del 4 luglio 2019, svoltosi presso la Sala Conferenze Internazionali della Farnesina, Savoini è accreditato come "Associazione culturale Lombardia-Russa" e non in qualità di collaboratore di Matteo Salvini

Sull'inchiesta di Buzzfeed, inoltre, in molti hanno sollevato dubbi, dall'ambasciatore Sergio Romano allo scrittore Eduard Limonov. Non va dimenticato che fu proprio il sito americano a pubblicare, il 10 gennaio 2017, il dossier redatto dall’ex spia britannica Christopher Steele dal quale emergevano contatti frequenti tra lo staff di Donald Trump e gli intermediari del Cremlino durante la campagna elettorale del 2016. Un dossier che poi si è rivelato essere in larga parte infondato e falso, come lo stesso ex membro dell’agenzia di spionaggio per l’estero della Gran Bretagna ha ammesso in seguito. Il giornale online fondato da Jonah Peretti nel 2006 non è certo un campione di trasparenza, soprattutto per ciò che riguarda le fonti, spesso riconducibili alle agenzie d'intelligence.