"Scarpe, giubbotti (e ansie). Così il virus non entra a casa"

Il coordinatore del gruppo di studio dell'ISS fa chiarezza su ciò che serve: "Aprite spesso le finestre"

La casa in tempi di coronavirsu è diventato il nostro spazio vitale, si resta chiusi dentro, il più possibile, per evitare contatti con l'esterno perché il nemico è fuori. Ma come fare per non lasciarlo entrare dalla porta? Gaetano Settimo (nella foto accanto) dell'Istituto Superiore di Sanità è il coordinatore del Gruppo di Studio Nazionale Inquinamento Indoor dell'Iss e da dieci giorni fa parte della task force istituita per l'emergenza coronavirus, tra i massimi esperti che ci può aiutare a fare chiarezza, a distinguere tra fake news e verità scientifiche.

È vero che le scarpe sono vettori di virus?

«Si, ma come per tutti i virus. È buona norma lasciarle in ingresso, vale sempre, in questo momento di più».

Qualcuno consiglia addirittura di lasciarle per giorni sul balcone, serve?

«Non esageriamo. Basta non girare per casa con le scarpe. I virus, anche i più resistenti non sopravvivono a lungo sotto le scarpe. Questo vale anche per i cappotti o le giacche. Una norma di igiene da adottare. Senza esagerare».

Eppure in questi giorni vediamo sanificare le strade in modo massiccio.

«Su questa metodologia non sono per niente d'accordo. Non mi piace questa disinfestazione a tappeto. Non ha senso. L'asfalto raggiunge temperature troppo alte per la vitalità del virus. Una pratica costosa, inutile e anche dannosa perché ha degli effetti sul nostro ambiente, i prodotti utilizzati vanno a stressare gli impianti di depurazione delle acque. Giusto invece è sanificare le fermate degli autobus, le panchine, i corrimano delle metro, le scale mobili, le bottoniere degli ascensori. Insomma, tutte quelle superfici dove c'è stato un contatto diretto dell'uomo».

Il caldo quindi annienta il virus?

«Esattamente, le temperature elevate sono nemiche, ma devono esserci altre condizioni, come il tasso di umidità, la radiazione solare. Il caldo di questi giorni ci aiuta».

Come dobbiamo pulire la nostra casa?

«Il pulito non ha odore. Questo deve essere chiaro sempre. Ma oltre alla casa è fondamentale pulire gli impianti di ventilazione, le griglie e le prese dell'aria dei condizionatori con un panno inumidito con acqua e sapone o con alcol etilico 75%. Non corriamo a comprare prodotti chimici che rilasciano composti organici volatili nocivi al nostro apparato respiratorio. Quel famoso profumo di primavera di molti detersivi è altamente tossico. I detergenti a base di candeggina, idrogel, sono solo più cari dell'acqua e sapone che ha la stessa efficacia. E poi ricordiamoci di aprire sempre le finestre. Fondamentale».

Ma fuori c'è il virus, non rischiamo di farlo entrare?

«Anche sul tema ho sentito di tutto. Ma la pericolosità di uscire è legata esclusivamente al contatto con gli altri. Il virus viaggia con lo starnuto, il vociare. Le finestre aperte sono solo un tocca sano».

Stare sul terrazzo, o nel giardino condominiale è rischioso?

«Se non ci sono altre persone assolutamente no».

Dobbiamo usare la mascherina quando usciamo?

«Non serve, anzi, essendo molto fastidiosa rischia di produrre un effetto negativo, quello di continuare a toccarsi la faccia per aggiustarsela. E poi io eviterei di andare al supermercato il più possibile. Una volta a settimana, lo stretto necessario. Stiamo lontani dai luoghi chiusi».

I cani possono essere un rischio?

«Loro non corrono rischi, ai padroni consiglio di lavare loro le zampette col sapone quando rientrano dalla passeggiata».

Il consiglio più utile ora?

«Giusto restare in casa. Quando si rientra, usare un fazzoletto per schiacciare i pulsanti dell'ascensore e aprire la porta. E lavarsi le mani. Ripeto, acqua e sapone è più che sufficiente, ma attenzione al tempo. Non sottovalutiamo la rugosità della pelle, il virus si può annidare. Meglio una passata in più».

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