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Scintille al convegno tra gli amici di Oriana. Lite Mentana-Nirenstein e Terzi lascia la sala

Il dibattito ha acceso gli animi anche del pubblico presente in sala e più di qualcuno ha anche cercato di prendere la parola per esprimere la propria opinione

Scintille al convegno tra gli amici di Oriana. Lite Mentana-Nirenstein e Terzi lascia la sala
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Oriana Fallaci come avrebbe commentato il comportamento denigratorio che il ministro israeliano per la sicurezza Ben-Gvir ha avuto nei confronti dei membri della Global Sumud Flotilla? È questo l'interrogativo che ha diviso amici ed ex colleghi della giornalista e scrittrice fiorentina, la cui figura è stata ricordata ieri in Senato in un convegno organizzato dalla fondazione Einaudi.

Da una parte Fiamma Nirenstein, firma del Giornale, e dall'altra Enrico Mentana, direttore del Tg La7. Se la prima non ha dubbi sul fatto che l'amica Fallaci sarebbe stata in sintonia con le sue idee, il secondo non si è espresso e si è limitato a fare sue le parole di condanna del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Mentana, poi, però, ha ricordato: "Oriana Fallaci, nel 1968, era a piazza delle tre culture a Città del Messico insieme ai manifestanti repressi dalle forze dell'ordine". Il direttore del Tg La7, di fronte al dissenso di Nirenstein, ha sottolineato che "la storia è fatta di tanti passaggi" e, perciò, non si può sapere cosa avrebbe pensato oggi Fallaci sulla Guerra in Medio-Oriente, a distanza di 25 anni dall'11 settembre. Mentana, però, sul tema non ha dubbi: "L'illegalità sta nel fatto evidente che quelli non sono nemici di Israele" e "in democrazia, se qualcuno si presenta senza armi, non può essere considerato un nemico o alla stregua dei fiancheggiatori perché c'è la libertà di manifestare". Secondo Mentana, perciò, parlare della Flotilla "come di qualsiasi manifestazione a difesa dei palestinesi di Gaza o di istanze che ci possono sembrare vicine o lontane, vuol dire parlare di un diritto che è delle democrazie". Rivolgendosi a Nirenstein, Mentana poi ha detto: "Vedi, Fiamma, io lo dico a te come lo dico a chiunque, adesso il parafulmine è diventato Ben-Gvir, ma Ben-Gvir che cosa ha fatto ieri? Ha filmato, con un video, quello che stava comunque succedendo, non sono le sue risate che fanno indignare in quel video, è il trattamento delle persone, che è nei protocolli di azione delle forze israeliane". Una versione dei fatti che non ha convinto la giornalista: "Ma no, non è così, scusa, è proprio vero il contrario. Quello che è vero, che è stato dichiarato è che le persone fermate non fossero certo fatte inginocchiare". Il dibattito ha acceso gli animi anche del pubblico presente in sala e più di qualcuno ha anche cercato di prendere la parola per esprimere la propria opinione tanto che Mentana ha cercato di stemperare il clima con una battuta: "Oriana avrebbe litigato con tutti". Molto probabile, ma quel che è certo è che il diverbio non è piaciuto all'ex ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant'Agata, oggi senatore di Fdi e presidente della commissione Politiche dell'Ue di Palazzo Madama. "Ora basta, me ne vado...

", ha detto Terzi (che nel corso della sua carriera diplomatica è stato anche ambasciatore in Israele) prima di lasciare la sala Zuccari di palazzo Giustiniani decisamente contrariato per le parole di Mentana. Commosso, e toccante, il ricordo di Vittorio Feltri, che è intervenuto pennellando, con il suo ricordo, il ritratto di una donna fuori dal comune per carattere, e di una giornalista "che era semplicemente un genio".

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