Scontro governo-Sardegna. "Stop ai test per chi arriva"

Impugnata davanti al Tar l'ordinanza di Solinas Ieri 1.229 casi. Terapie intensive oltre quota 200

Più tamponi si fanno, più positivi si trovano. Ormai abbiamo imparato tutti a leggere tra le righe del bollettino quotidiano del ministero della Salute. Nelle ultime 24 ore sono stati fatti 80.517 test e si sono registrati 1.229 positivi, contro i 1.008 del giorni precedente, quando erano stati effettuati meno tamponi. Il rapporto tra nuovi positivi e tamponi effettuati su persone mai testate prima è pari al 2,43 per cento: ogni 41 persone testate, cioè, 1 ha contratto il virus. Con l'incremento di ieri sale a 289.990 il numero complessivo dei casi di Covid in Italia e gli ultimi 9 decessi portano a 35.633 quello delle vittime dell'epidemia.

Anche il dato delle terapie intensive è leggermente in salita: i pazienti ricoverati passano da 197 a 201. I ricoverati con sintomi sono invece 2.222, mentre in isolamento domiciliare ci sono 37.289 persone.

Massimo Antonelli, direttore del dipartimento di Anestesia e Rianimazione del Policlinico Gemelli di Roma e membro del Comitato tecnico scientifico, invita a non sottovalutare l'aumento dei casi più gravi. «Stiamo registrando un incremento dei ricoveri, anche di quelli in terapia intensiva. Un fenomeno tollerabile dalle strutture sanitarie - spiega - che non ha nulla a che vedere con quanto abbiamo visto a marzo, ma che non deve essere sottovalutato». Al Gemelli il paziente più grave ha 52 anni. È cambiata, infatti, l'età media dei malati e dei ricoverati in terapia intensiva. «Prima era a 60-65/80 anni, poi abbiamo visto pazienti di 40-60 anni, mentre in parallelo il report dell'Istituto superiore di sanità segnalava che i positivi avevano intorno ai 30 anni. Però, nel momento in cui un giovane si infetta ed è pauci o per nulla sintomatico, diventa una fonte di contagio intra-familiare, per nonni e genitori. Così oggi stiamo rivedendo malati di 65-70 anni o anche meno», spiega Antonelli.

Non ci sono più regioni senza nuovi casi. Quelle dove è stato registrato il maggior numero di contagi, nelle ultime 24 ore, sono Lombardia (176), la Liguria (141), il Lazio (139), la Campania (136) e l'Emilia-Romagna. In Sardegna i nuovi infetti si sono fermati a 36 e non c'è stato nessun decesso. Il governo nazionale ha impugnato l'ordinanza della Regione Sardegna che prevede test obbligatori per i passeggeri in arrivo sull'isola che non si siano presentati all'imbarco con una certificazione di negatività al Covid-19. L'atto del governatore Christian Solinas è stato impugnato davanti al Tar. Viene chiesta una sospensiva e dunque i giudici potrebbero decidere nel giro di poche ore. Il governo ritiene che il provvedimento della Regione non rispetti l'articolo della Costituzione sulla libera circolazione delle persone.

In Liguria continua ad essere alta l'attenzione su La Spezia, dove c'è un focolaio che preoccupa. Ieri sono stati registrati 91 nuovi casi, di cui 50 contatti di casi confermati e 41 da attività di screening. Nella città ligure le scuole sono rimaste chiuse e c'è l'obbligo di indossare sempre la mascherine, anche all'aperto. È la prima volta che in Italia vengono inasprite le misure di contenimento a livello locale.

Anche a Genova sono aumentati i contagi, soprattutto nel centro storico. «La metà delle persone risultate positive è di nazionalità straniera, principalmente Bangladesh», ha detto il governatore della regione Giovanni Toti.

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