Dopo l'articolo de il Giornale scoppia il caso attorno ai bambini di 5 scuole elementari e una dell'infanzia che hanno intonato Free free Palestine, durante un evento promosso da insegnanti del "Movimento Cooperazione Educativa". Il tutto alla presenza del sindaco di Modena Massimo Mezzetti, in quota Pd, al referente di Al Jazeera a Gaza Wael Dawdouh, e all'indagato per terrorismo Sulaiman Hijazi, storico braccio destro di Mohammad Hannoun (in carcere dal 27 dicembre, in quanto ritenuto l'uomo a capo della cupola di Hamas in Italia).
Dopo il nostro articolo a scriverci è direttamente il primo cittadino del capoluogo Emiliano, che ci tiene a prendere le distanze dai cori che abbiamo riportato e che vedevano protagonisti bimbi dai 5 ai 9 anni, pur non essendo, secondo la sua versione, avvenuti in sua presenza: "Durante la mia presenza all'incontro non è stato mai citato nel colloquio con i bambini il conflitto fra israeliani e palestinesi né intonato nessun canto di natura politica. Se questo è accaduto dopo che io sono andato via, e non ho ragione di dubitare della vostra ricostruzione, lo giudico assolutamente inopportuno".
E precisa che si tratta di un indottrinamento da cui i bambini dovrebbero essere esclusi: "Sono fermamente convinto che i bambini non debbano essere coinvolti e strumentalizzati in questo modo su questioni di cui non possono avere una autonoma capacità di giudizio ed è scorretto chiedere loro di intonare uno slogan politico senza che ne possano avere piena consapevolezza. Ritengo che chi porta la responsabilità di quanto accaduto farebbe bene a chiedere scusa alle famiglie dei bambini", scrive Mezzetti.
Che poi spiega anche di non conoscere Hijazi e discostandosene dopo quanto appreso da Il Giornale, e cioè il suo coinvolgimento nell'inchiesta della Procura di Genova: "Il giornalista Wael Dadouh è stato invitato dalle insegnanti per portare la testimonianza di cosa significhi vivere dentro una guerra che gli ha sterminato la famiglia. Avevo già conosciuto in passato il giornalista che era accompagnato da una persona che faceva da interprete e di cui non conoscevo le generalità e, di riflesso, la delicata indagine nella quale è coinvolto. L'ho appreso dal vostro articolo".
Chi è che quindi si è interfacciato con Hijazi per prendere accordi essendo lui il tramite per Dawdouh? Chi è la figura con cui lui ha legami a Modena?
Non va dimenticato che parliamo dello stesso territorio in cui Abu Rawwa, indagato per concorso esterno nel medesimo processo, ha acquistato all'asta decine e decine di case: per la precisione tra appartamenti e terreni, distribuiti tra Modena e Reggio Emilia siamo a quota 90.
Il suo legale è Fausto Gianelli, lo stesso di Salim El Koudri, il 31enne marocchino che meno di tre settimane fa si è schiantato con la sua Citroen C3 in pieno centro tentando di commettere una strage. Lo stesso Gianelli che il 2 Giugno ha partecipato a un evento proprio a Modena con la deputata di 5 Stelle Stefania Ascari e, stranamente, proprio con Dawdou.
Insomma, credendo alla buona fede del sindaco Gianelli, Hijazi non è certo un personaggio sconosciuto, essendo protagonista della nostra inchiesta dal lugli del 2025, in cui abbiamo in più occasioni sottolineato come fosse fortemente legato a esponenti politici della sinistra italiana. E potrà anche non aver consultato tutti gli articoli pubblicati, ma del caso hanno parlato tutti i telegiornali italiani essendo una maxi operazione della Digos e della Procura di Genova su presunti terroristi.
In ogni caso ciò che andrà certamente chiarito è un rapporto evidentemente inscindibile (e perché?) tra un indagato per terrorismo, che ha lodato Hamas in ogni modo possibile, e politici italiani di portata nazionale e locale.