Se la soluzione è sperare nella pioggia

Se la soluzione è sperare nella pioggia

Caccia al meteorologo. Se quest'estate giornali e televisioni si rincorrevano alla ricerca di qualche esperto che ci spiegasse quanto sarebbe ancora durata la canicola africana che attanagliava l'intero Stivale, ora siamo di nuovo allo stesso punto. Passata una manciata di mesi tutti sono di nuovo a domandarsi: insomma, quando piove? Tutto per una boccata d'aria, più fresca o pulita che sia.

Bastava sfogliare i quotidiani di ieri per capire che in barba a blocchi del traffico, targhe alterne, appelli a lasciare a casa gli automezzi, biciclette gratuite, domeniche a piedi, biglietti dei mezzi pubblici scontati, decaloghi degli esperti e quant'altro, l'unico piano anti smog che pare avere un risultato certo, sicuro e immediato è questo: sperare che piova. Aprire gli ombrelli per poter tornare ad aprire i nostri polmoni. Sembra un paradosso, ma è così: una settimana di tempo instabile e piovoso è vista come una benedizione dal cielo.Nell'impasse della politica che litiga con se stessa e non decide mai, il meteo ci chiede di tener duro ancora qualche giorno.

«L'alta pressione sembra avere le ore contate», annuncia su Avvenire il meteorologo Francesco Laurenzi; «la sera del 3 gennaio neve a bassa quota», sentenzia Mario Giuliacci intervistato dal Messaggero, mentre sul Fatto quotidiano il meteorologo Luca Mercalli già prevede che «al primo vento tutti smetteranno parlare di smog». Anche il presidente del Consiglio, capito il giochino, non si è sottratto alla battuta: «Siamo passati da piove governo ladro a non piove governo killer». Peccato che al premier toccherebbe proporre soluzioni, piuttosto che semplici calembour. Insomma, i meteorologi paiono concordi: con il nuovo anno arriveranno pioggia e neve e - come per magia - ci dimenticheremo di polveri sottili, smog e allarmi vari. Fino ad allora, non resta che unirci in una grande danza della pioggia, sperando che funzioni. Anche il governo ringrazierà.

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