Un seggio per l'albergatore che fa soldi con i migranti

Il suo hotel nel Vicentino fulcro dell'accoglienza: fattura tre milioni di euro all'anno

Un seggio per l'albergatore che fa soldi con i migranti

A volte ritornano. Gedomer Andreatta ha sfidato le tempeste mediatiche, le bordate della base pentastellata, i marosi degli affari ed alla fine è rientrato in porto sano e salvo. Strappando una candidatura alla Camera, secondo nome della lista grillina nel Veneto 2, collegio coincidente col territorio della provincia di Vicenza che il 4 Marzo, col proporzionale, eleggerà 6 deputati. Sarà della partita anche l'ex consigliere comunale di Marostica, che a Capodanno ha aggiunto la sua firma a quella di altri colleghi per mandare a casa anzitempo la sindaca Marica Della Valle, che nel 2013 lo aveva battuto nella corsa al Comune: 3.440 voti lei, 1.164 lui. Una sconfitta ininfluente sulle Parlamentarie come le polemiche che nella primavera del 2017 avevano toccato Andreatta senza però travolgerlo, grazie al sostegno incassato da Luigi Di Maio. Erano i giorni in cui il M5S si schierava contro le Ong ed i taxi del mare, anticipazione della linea dura sui migranti così riassunta dallo stesso Di Maio qualche giorno fa ad Ascoli: «L'immigrazione è fuori controllo perché non la si vuole gestire. Si tratta di un affare da 5 miliardi l'anno che, in un giro vizioso, finisce per avvantaggiare le forze politiche tradizionali». Ma tra gli imprenditori seduti al tavolo del grande business, fino a quei giorni di primavera, c'era anche Andreatta: suo il 95% della San Francesco srl, società di costruzioni proprietaria dell'hotel Adele, dal 2015 - tra le proteste dei residenti - fulcro dell'accoglienza dei migranti nel capoluogo vicentino, con un fatturato stimato nell'ordine dei 3 milioni di euro. Quando il caso scoppia, portato a galla da un'inchiesta del Giornale, Di Maio, in visita a Vicenza, minimizza: «Non c'è niente di illegale: il problema è la legge, che va modificata. Se i cittadini ci manderanno al governo, lo faremo». Troppo stridente, però, il contrasto tra il dire ed il fare. Così Andreatta rinuncia alle quote della San Francesco srl. Se ne spoglia, ma neppure tanto, perché il 49% finisce nelle mani del nipote diciottenne Riccardo, figlio di sua cognata Samanta Zardo (già candidata cinquestelle al consiglio comunale di Bolzano), intestataria dell'1% ed a sua volta cognata di Ilario Pellizzer, titolare del restante 50%. Normali vicende societarie per la gestione di attività lecite, pur se legate a quel sistema che il M5S assicura di voler cambiare. Una riforma che, dovesse essere eletto, riceverà certo anche il sì convinto del deputato Gedomer Andreatta.

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