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Ma senza controlli l'alta velocità diventa un rischio

Sulla stessa tratta almeno 8 incidenti nell'ultimo anno

Ma senza controlli l'alta velocità diventa un rischio
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Il disastro ferroviario di Cordova dimostra, in Spagna come altrove, che non è sufficiente avere l'alta velocità se i controlli non sono serrati. A giugno infatti i macchinisti iberici avevano lanciato l'allarme sulla pericolosità del tratto in cui si è verificata la tragedia, a causa delle vibrazioni dei binari: significa che almeno da sette mesi le lamentele sulle cattive condizioni dell'infrastruttura erano costanti e a conoscenza di tutte le parti in causa. Tuttavia, la risposta degli enti preposti non è sempre stata quella attesa perché, come sostenuto da un macchinista sulla stampa iberica, viene applicato il limite di velocità temporaneo fino al completamento delle riparazioni. Gli addetti ai lavori, ha aggiunto, erano preoccupati e tra di loro circolavano commenti del tipo "succederà qualcosa, non sappiamo quando, ma succederà qualcosa".

Nell'ultimo anno il gestore dell'infrastruttura Adif aveva segnalato almeno otto incidenti tecnici sulla linea ad alta velocità dove domenica si è verificata la tragedia, tutti riguardanti il sistema di segnalamento, ma non erano mancati disguidi anche sulle linee elettriche aeree. Eppure parte dei 72 miliardi del Pnrr spagnolo è stata utilizzata dal governo Sanchez proprio per l'ammodernamento della rete ferroviaria nazionale.

Per questa ragione, il Partito Popolare aveva anche presentato un'interrogazione in Parlamento la scorsa estate, sia sul malfunzionamento di una scheda relè per il tracciamento, sia su problemi di sicurezza proprio sul viadotto El Valle, dovuto alle alte temperature e alle vibrazioni del traffico ferroviario. In quella occasione, il governo rispose di aver affrontato due "incidenti tecnici che hanno interessato i sistemi di segnalamento" con interventi che hanno consentito di ripristinare il servizio alla normalità nel più breve tempo possibile, riducendo al minimo l'impatto sul traffico ferroviario e garantendo la sicurezza. Il Ministero dei Trasporti ha sostenuto che "la sicurezza del traffico è stata garantita in ogni momento".

Sotto la lente di osservazione degli investigatori sono finiti ora i diversi contratti di manutenzione delle infrastrutture e dei binari, degli impianti di elettrificazione, degli impianti di sicurezza e persino del controllo della vegetazione. Ma i dubbi restano perché il tratto in questione, di soli 3 anni di vita, è stato ristrutturato con una spesa di 700 milioni di euro e lo stesso ente Adif ha spiegato che la tragedia si è verificata in uno dei due scambi di Adamuz, proprio dove ci sono stati i lavori di ammodernamento di 63 scambi sulla tratta ferroviaria Madrid-Andalusia. Persino il ministro dei Trasporti Óscar Puente ha tirato in ballo "strane circostanze" che hanno caratterizzato il grave incidente, dal momento che il treno Iryo è deragliato su un tratto rettilineo di binario. Cosa è andato storto dunque?

Stessi dubbi che hanno avvolto la tragedia avvenuta a Tempi, nel nord della Grecia, nel febbraio 2023 che costò la vita a 57 persone (per lo più studenti), quando un treno passeggeri si scontrò con un convoglio di merci infiammabili.

A causare l'incidente furono l'errore umano e le infrastrutture obsolete, senza dimenticare le accuse formulate alla Grecia dai parenti delle vittime di non rispettare gli obblighi europei in materia di sicurezza dei trasporti.

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