Onorevole Walter Rizzetto, presidente Fdi della commissione Lavoro della Camera, qual è l'equilibrio che il governo intende perseguire nella regolazione delle piattaforme come Glovo e Deliveroo?
"L'azione di governo e parlamentare deve basarsi su due capisaldi. Il primo, la tutela e i diritti dei lavoratori, che sono sacrosanti. Il secondo è trattenere, con condizioni accettabili e normali, le aziende nel nostro Paese: realtà che ingaggiano migliaia di persone e operano qui da anni".
Il decreto Primo Maggio interviene anche su questo.
"È un tema delicato, perché riguarda i diritti. Nel decreto ci sono passaggi nel solco della direttiva europea da recepire entro dicembre: si parla di presunzione di subordinazione laddove questi lavoratori sono di fatto subordinati".
Ma c'è anche chi vuole restare autonomo.
"Sì, ho ricevuto associazioni di lavoratori che chiedono di mantenere l'autonomia. La sfumatura parlamentare sarà confermare le buone misure del decreto e capire, in modo virtuoso, i tempi per mettere a terra bene la direttiva".
Il nodo è proprio la presunzione di subordinazione.
"Alla direttiva sfugge un punto: deve lasciare spazio agli Stati membri per costruire il percorso più corretto, tenendo insieme diritti dei lavoratori e continuità delle aziende".
Dialogo aperto con i player internazionali, quindi?
"Assolutamente sì. Vedrò sindacati e aziende: queste ultime si sono dimostrate propedeutiche a migliorare le condizioni. Sta al Parlamento, al netto della bontà del decreto, trovare la messa a terra più corretta".
E sul tema delle ore lavorate?
"Faccio un ragionamento asettico: sono ore di collegamento alla piattaforma o di lavoro effettivo? Dobbiamo tenere insieme tutti questi aspetti, non è semplice".
Con la Cgil, che ha abbandonato il tavolo, resta distanza.
"Alcune aziende lavorano bene, altre devono migliorare. Vogliamo che restino per offrire posti di lavoro migliori. La porta è aperta a tutte le sigle; se qualcuno si arrocca sull'Aventino, daremo comunque risposte".
E sui codici etici?
"Ho in mente interventi, possibili emendamenti. Se alcune aziende hanno operato male, è compito della magistratura accertarlo: dovranno rispondere e mettersi a posto".
Infine, parliamo di formazione che è al centro del dl.
"Si compiono passi avanti. Nel mercato del lavoro che verrà non esisterà occupazione senza una base formativa adeguata, altrimenti saremo schiavi degli algoritmi".