Sfiducia, centrodestra compatto: "Così Renzi salva la poltrona"

Il centrodestra compatto inchioda il ministro della Giustizia Bonafede e smaschera Italia Viva. Meloni contro Renzi: "Avrai più poltrone che voti"

Sfiducia, centrodestra compatto: "Così Renzi salva la poltrona"

"Non voteremo la sfiducia a Bonafede, anche se la vendetta ci è stata servita su un piatto d’argento. Non siamo come voi", così, non senza polemiche e facendola pesare non poco agli alleati di governo grillini, Matteo Renzi ha sciolto la riserva, annunciando nell’aula di Palazzo Madama che Italia Viva salverà di fatto il ministro pentastellato della Giustizia dalle due mozioni di sfiducia presentate in Senato dal centrodestra e da Emma Bonino.

Nell’emiciclo sono tuttora in corso le dichiarazioni di voto e il centrodestra in modo compatto ha inchiodato il Guardasigilli alle sue responsabilità sul caso Di Matteo e anche sulla scarcerazione di centinaia di malavitosi per tutelari dal rischio contagio da coronavirus negli istituti penitenziari.

Durissima Giorgia Meloni, che non essendo senatrice ha affondato il colpo via social, scagliandosi contro Matteo Renzi, accusandolo sostanzialmente di aver barattato la sanatoria dei lavoratori irregolari proposta dalla ministra renziana all’Agricoltura Teresa Bellanova con il salvataggio della poltrona di Bonafede. "Dopo che i cinquestelle hanno mollato anche sul no alla regolarizzazione degli immigrati, consentendo la sanatoria indiscriminata per i clandestini proposta dal partito di Renzi, e dopo il lungo colloquio di ieri tra Conte e Maria Elena Boschi per trattare chissà quale altra poltrona, Renzi ha annunciato che difenderà il ministro Bonafede votando contro la nostra mozione di sfiducia. Che sorpresa". La chiosa del messaggio è un post scriptum al fulmicotone: "P.S. Renzi se continui così tra un po' avrai più poltrone che voti".

È intervenuta invece nell’aula di Palazzo Madama la senatrice della Lega Giulia Bongiorno, puntando il dito contro il titolare del dicastero di via Arenula sul nodo delle scarcerazioni causa pandemia di Covid: "Ministro, lei non è un passante se quelle norme non vanno è lei che le deve cambiare. Ha commesso l'ennesima omissione: non ha fatto nulla per porvi rimedio". Quindi l’esponente del Carroccio ha dichiarato che voterà sì alla sfiducia aggiungendo: "Oggi si chiude il cerchio: tra le ragioni per cui la Lega ha posto fine al precedente governo ci sono le sue omissioni e ancora oggi prosegue su quella linea. Durante la pandemia ha omesso di decidere quando era essenziale farlo e ci sono stati gravi ritardi. Si sono chiuse le scuole e gli stadi, ma i tribunali sono rimasti aperti. Ho visto avvocati anche di ottant'anni al lavoro. Sono stati chiusi molto dopo e dopo che tanti avvocati, giudici e cancellieri si sono infettati".

Quindi il commento di Forza Italia, affidato al portavoce degli azzurri alla Camera e al Senato Giorgio Mulè. Il forzista, con una nota, ha bacchettato la linea renziana:"Matteo Renzi dimostra ancora una volta di chiacchierare tanto e agire poco. Altro che merito delle questioni, altro che valori e ideali: Italia viva ha ammainato e tradito la bandiera del garantismo per sventolare quella del giustizialismo dei 5 stelle incarnata dal ministro Alfonso Bonafede. Dio li fa e poi li accoppia: uniti nel giustizialismo, uniti nella spartizione delle poltrone. Ma sacrificare ideali e principi nobili in cambio di posti di comando appartiene alle miserie dei piccoli uomini".

A Mulè ha fatto eco, intervenendo a Palazzo Madama, il compagno di partito e senatore Enrico Aimi: "Appena Renzi ha preso la parole abbiamo capito cosa sarebbe successo oggi. Renzi le ha detto 'faccia il ministro della Giustizia e non del giustizialismo e saremo al suo fianco' Ma poco prima aveva sostenuto che le due mozioni erano condivisibili. Noi abbiamo pensato che sarebbe stato consequenziale. Invece cosa è successo, Italia viva voterà contro le mozioni di sfiducia. Guardando questa scelta voglio citare i versi di Dante che, parlando del conte Ugolino, dice: 'più che il dolor potè il digiuno'. Ora ci sono le nomine e molti saranno costretti a prendere il Maalox per digerire queste mozioni".

Fuori dall’aula, su Twitter, è arrivato invece la staffilata del deputato leghista Claudio Borghi, che ha dato del "buffone" al leader e fondatore di Italia Viva: "Hahahaha…Renzi che buffone. Non vota la sfiducia a Bonafede 'per rispetto di Conte. "Spero serva di lezione anche a tutti quelli che ogni due per tre gridano di fare mozioni di sfiducia a questo o quello come se bastassero per cambiare governi. Servono se mai come passerella per qualche buffone, cosa che a volte può servire ma i governi cadono per altro".

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