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La sfilata del Pride tra cori pro Pal e insulti agli ebrei

Nel corteo l'ostilità per il gruppo Keshet. Tensioni anche con Pascale e Adinolfi

La sfilata del Pride tra cori pro Pal e insulti agli ebrei
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Tra un carro che chiedeva il matrimonio egualitario e uno che propugnava "pace, uguaglianza e diritti per tutti", vicino a piazza della Repubblica, ce n'era un altro in cui campeggiavano i cartonati di Donald Trump, Elon Musk, Benjamin Netanyahu, J.K. Rowling e Giulia Bongiorno capovolti a testa in giù. Ma non solo. Su una fiancata dello stesso carro compariva uno striscione con la scritta "Sionismo vaffa...", mentre sull'altra "Vaffa ProVitahah". Immancabili anche le bandiere della Palestina.

La situazione è degenerata quando Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia, si è presentato con la bandiere di Israele ed è stato subito contestato. "Sono stato sballottato, picchiato e tirato per la giacca. Mi hanno impedito di camminare e accompagnato fuori dal corteo perché considerato non gradito, alla faccia del corteo inclusivo", ha detto Adinolfi al Giornale ribadendo che Israele è "l'unico Stato del Medio Oriente che accoglie tutti gli omosessuali salvandoli da imprigionamenti e uccisioni eppure non è accettata". E, mentre spiegava tutto questo, un attivista Lgbt gli gridava contro: "Stai a casa nostra. Che ci vieni a fare? Non entro in merito sulle bandiere che porti. La tua storia parla da sola. Vergognati a stare qua". Fabrizio Marrazzo, portavoce del Partito Gay Lgbt, ha poi spiegato: "Dopo anni di affermazioni contro le nostre famiglie e contro le persone Lgbt, Adinolfi si è presentato con l'unico scopo di provocare. Molti attivisti, insieme a noi, hanno collaborato con le forze dell'ordine per farlo allontanare, perché era chiaro che cercasse solo visibilità, magari per poi presentarsi come vittima". Il clima intorno alla questione mediorientale era già incandescente da alcune settimane quando gli organizzatori del Pride hanno cercato di escludere dalla parata l'associazione ebraica Keshet Italia che, solo dopo la mediazione del comune di Roma, ha avuto la possibilità di sfilare.

Accanto alla comunità ebraica si è schierata subito anche Francesca Pascale che, alla guida del movimento Gay conservatori e liberali, pochi giorni fa ha presentato alla Camera una proposta di legge contro le discriminazioni eppure è stata discriminata dagli organizzatori del Pride in quanto esponente di centrodestra. "Trovo assurdo che questo Pride sia iniziato con un'organizzazione che ha escluso invece che includere. Purtroppo le organizzazioni sono sempre state a trazione di sinistra perciò, da quando ho preso posizione politica sui diritti civili da destra, vengo esclusa", ha detto Pascale al Giornale. E, poi, ha concluso: "Oggi, però, sono qua perché il Pride è anche resistenza e io oggi faccio la mia resistenza".

Alla testa del corteo era presente anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri che, interpellato dal Giornale, non è entrato nel merito delle polemiche sulla partecipazione di Keshet Italia

perché "è tutto risolto" e si è limitato a dire: "Siamo contenti che ci sia un Pride inclusivo. È una bellissima manifestazione". Presente anche la leader del Pd Elly Schlein, in ghingheri tra baci e abbracci dei manifestanti.

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