Transatlantico di Montecitorio, primo pomeriggio. A più di ventiquattro ore dalla scissione di Roberto Vannacci, l'unica certezza è che Emanuele Pozzolo seguirà il generale in "Futuro Nazionale". Per il resto, abbondano i dubbi sulla consistenza parlamentare del nuovo partito fondato dall'ormai ex vicesegretario della Lega, che però potrebbe pescare nell'area populista al di là degli schieramenti. E intanto Matteo Salvini chiude perentoriamente la questione. "Per me il capitolo è chiuso. Io ho la tessera della Lega dal 91. Ne ho visti tanti ... ingrati", dice il segretario della Lega. Vannacci replica, in un'intervista a Repubblica: "Io sleale? È stato Matteo Salvini, o meglio il suo partito, nel quale ero, che continua a promuovere determinate idee e concetti e poi allo stato dei fatti quando si tratta di votarli va in un'altra direzione".
Da un hotel di Modena, dove era previsto un incontro sulla remigrazione, l'ex numero due di Salvini lancia la sua creatura con uno show. "Io non sono un traditore, semmai è Salvini che ha tradito valori e ideali", accusa. Ancora, rivolto a Salvini: "Mi sembra che abbia parlato di lealtà, onore, disciplina e dovere. Allora, lealtà non vuol dire obbedienza cieca". "Ero un vicesegretario senza alcuna autorità", attacca ancora da Modena. In serata a Realpolitik, su Rete 4, risponde alla Lega, che ne aveva chiesto le dimissioni da europarlamentare: "Chi dice una cosa del genere non conosce la Costituzione. A chi dice che sono un ingrato ricordo che grazie ai miei 500 mila voti la Lega ha ottenuto oltre al mio seggio altri due seggi al Parlamento europeo".
Ma chi starà con l'ex generale leghista? Al netto delle proporzioni in Parlamento, appare scontata la collocazione di Fn al di fuori del perimetro del centrodestra, nonostante l'europarlamentare dica ancora di essere un "naturale interlocutore" della coalizione. Ma, con un M5s "normalizzato" e progressista, non resta che presidiare l'ampio e nebuloso campo del "dissenso". E, alla Camera, c'è chi scherza: "Ora fanno il trio con Adinolfi e Corona". D'altronde è stato lo stesso ex esponente del Pd, fondatore del Popolo della Famiglia, a immaginare la strana alleanza nel suo podcast "90 minuti".
"Possiamo ambire al governo", dice Adinolfi (foto a fianco sotto). Poi, commentando un articolo del Corriere della Sera di Aldo Grasso, rilancia sui social: "Noi del Popolo della Famiglia ci metteremo la rete territoriale per raccogliere le firme in tutta Italia come facciamo da dieci anni a tutte le elezioni (lavoro faticosissimo ma decisivo), Vannacci ci metterà l'autorevolezza della leadership di un generale, Corona il coraggio di chi ha saputo mettere paura a un potere già vecchio".
Provocazioni o no, la suggestione del Terzo Polo del dissenso è reale. "Vannacci dentro la Lega era una cosa, Vannacci fuori dalla Lega un'altra", ha detto ieri a Il Giornale Marco Rizzo, ex comunista, ora leader di Democrazia Sovrana e Popolare, non chiudendo a una collaborazione. È un mondo frastagliato, dai free vax al complottismo, che può comprendere anche gli orfani di Italexit di Gianluigi Paragone, che ha lasciato il movimento nel 2023.
Per ora, invece, sulle truppe del generale c'è un grande punto interrogativo. Fuori dal Parlamento hanno detto sì l'ex leghista storico Mario Borghezio e Massimiliano Simoni, unico consigliere regionale eletto dalla Lega in Toscana. Alla Camera, per adesso, si è fatto avanti solo l'ex FdI Emanuele Pozzolo. Osservati speciali i leghisti Edoardo Ziello, Rossano Sasso e Domenico Furgiuele. Quest'ultimo, tra i corridoi di Montecitorio smentisce: "Io non ho dubbi, sono leghista, non vannacciano". Sasso, invece, potrebbe sciogliere la riserva tra oggi e domani, ma parla già da ex: "Non sarà un'operazione di Palazzo".
E, per Ziello, "del doman non v'è certezza". Insomma, si parla di massimo quattro deputati, che non potranno creare una componente del Gruppo Misto perché Fn non si è presentato alle elezioni. Sul "Futuro Nazionale" di Vannacci c'è un grande punto interrogativo.