L'ordinamento federale degli Stati Uniti considera potenzialmente reato penale l'ingresso illegittimo: il semplice attraversamento non autorizzato del confine può configurare una violazione della legge federale tale da comportare l'arresto da parte della U.S. Immigration and Customs Enforcement (Ice), una forza di polizia federale istituita nel quadro della riorganizzazione dei sistemi di sicurezza interni successiva agli eventi dell'11 settembre del 2001.
Da ultimo, in una chiara sfida del principio costituzionale che stabilisce la prevalenza delle leggi federali su qualsiasi norma e provvedimento statale contrastante, attraverso ordini esecutivi e direttive amministrative, il governatore del Minnesota, Tim Walz, non sta offrendo il supporto delle polizie locali all'Ice, ostacolandone di fatto le operazioni. Insieme al sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, Walz ha inoltre chiesto pubblicamente il ritiro delle forze federali coinvolte. Delegittimando in tal modo l'azione dell'Ice, il governatore e il sindaco hanno contribuito a mobilitare l'opinione pubblica locale.
È in questo quadro che diviene ipotizzabile il parallelo tra Walz e un democratico di altri tempi: Jefferson Davis. Proclamata nel 1861 la Confederazione di cui divenne presidente, Davis sfidò l'autorità del presidente Abraham Lincoln in nome dell'indipendenza del potere statale dalle leggi federali vigenti.
Altrettanto possibile è poi il parallelo tra il repubblicano Donald Trump e il repubblicano Abraham Lincoln, perché a questo punto, il presidente in carica potrebbe rispondere a quanto sta avvenendo in Minnesota facendo ricorso all'Insurrection Act, uno strumento legislativo concepito per rispondere a una disobbedienza statale che attribuisce al presidente un potere ampio e discrezionale, non richiedendo una preventiva autorizzazione del Congresso e, tantomeno, una pronuncia giudiziaria.
Nel caso, Trump potrebbe assumere il comando della Guardia Nazionale del Minnesota e potrebbe impiegare le Forze Armate federali per garantire l'esecuzione delle leggi degli Stati Uniti. In uno scenario di massima escalation, se il governatore Walz e il sindaco Frey fossero ritenuti responsabili di un'ostruzione diretta e continuativa dell'azione federale, sul piano giuridico si potrebbe anche arrivare al loro arresto.
A meno che la crisi non rientri velocemente, quanto sta avvenendo in Minnesota dovrebbe condurre a due esiti alternativi. Se il Minnesota dimostrasse di poter bloccare l'applicazione di una legge federale senza conseguenze, gli Stati Uniti entrerebbero in una fase di progressiva balcanizzazione, in cui ogni Stato deciderebbe autonomamente quali leggi federali rispettare. Se invece l'autorità federale riaffermasse la propria supremazia attraverso gli strumenti coercitivi previsti dall'Insurrection Act verrebbe ribadito che l'Unione non è un patto opzionale, ma un ordinamento vincolante, con l'effetto di restringere quella zona grigia che ha finora assicurato un qualche margine di autonomia dal potere federale agli Stati.
Il non aver ancora fatto ricorso all'Insurrection Act sembra rispondere al tentativo del presidente Trump di preservare l'equilibrio emerso dalla guerra civile che contrappose la Confederazione all'Unione, Davis a Lincoln.
La scelta da parte di Trump di non ricorrere ancora all'impiego di uno strumento così incisivo riflette molto probabilmente la consapevolezza che la posta in gioco riguarda una ridefinizione stessa della sovranità federale e del carattere vincolante dell'Unione.